<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Approfondimenti Archivi - Lo Stetoscopio Parlante</title>
	<atom:link href="https://www.stetoscopioparlante.it/category/approfondimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.stetoscopioparlante.it/category/approfondimento/</link>
	<description>La voce di Francesco Fedele</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Oct 2024 20:40:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.5</generator>

<image>
	<url>https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/05/cropped-LOGO_COLORE1-32x32.png</url>
	<title>Approfondimenti Archivi - Lo Stetoscopio Parlante</title>
	<link>https://www.stetoscopioparlante.it/category/approfondimento/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Considerazioni di un professore universitario e medico del cuore</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/considerazioni-professore-medico-cuore-guerra-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_3808584]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 17:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Audiolibro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=716</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Non è sufficiente parlare di pace. Bisogna crederci. E non basta crederci. Bisogna lavorarci sopra.”&#8211; Eleanor Roosevelt Da Professore Ordinario di cardiologia presso La Sapienza di Roma dal 1994, nonché decano dei docenti di cardiologia italiani, desidero partire da una frase della first lady Eleanor Roosevelt sulla pace, a mio avviso molto pregnante. E’ infatti necessario agire attivamente per la pace, uscendo fuori dalla retorica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/considerazioni-professore-medico-cuore-guerra-pace/">Considerazioni di un professore universitario e medico del cuore</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="689" height="1024" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1-689x1024.jpg" alt="" class="wp-image-717" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1-689x1024.jpg 689w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1-202x300.jpg 202w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1-768x1141.jpg 768w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1-1034x1536.jpg 1034w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2024/06/Di-Cristofaro-Si-Vis-152x210_77x70-NEW-ar-1378x2048-1.jpg 1378w" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" /><figcaption><strong>Il presente testo è apparso della raccolta SI VIS PACEM PARA PACEM, Pace una scelta di vita, a cura di Gioia di Cristofaro Longo e edito da Armano Editore</strong></figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p><em>“Non è sufficiente parlare di pace. Bisogna crederci. E non basta crederci. Bisogna lavorarci sopra.”</em>&#8211; Eleanor Roosevelt</p>



<p></p>



<p><strong>Da Professore Ordinario di cardiologia</strong> presso La Sapienza di Roma dal 1994, nonché decano dei docenti di cardiologia italiani, desidero partire da una frase della first lady <strong>Eleanor Roosevelt</strong> sulla pace, a mio avviso molto pregnante.</p>



<p>E’ infatti necessario <strong>agire attivamente per la pace</strong>, uscendo fuori dalla retorica comune e pressapochista molto diffusa al giorno d’oggi che non porta a risoluzioni bensì solo ad ulteriore confusione nella popolazione e, peggio ancora, a complicazioni e a rischio di escalation.</p>



<p>La costruzione della pace, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, si realizza a partire da <strong>un’analisi esaustiva della complessità </strong>della situazione presente, passata e futura.</p>



<p><strong>Rudolf Virchow</strong>, professore di anatomia patologica all’Università di Berlino, disse che <em>“La medicina è una scienza sociale e la politica non è altro che medicina su larga scala”</em>, non a caso i rapporti che intercorrono tra la medicina e la nostra società (come testimoniato anche dalla recente pandemia da COVID-19) sono molto intimi.</p>



<p>Partendo da questa premessa si possono riscontrare numerose analogie tra i fenomeni che intervengono nella nostra società e quelli che si verificano nel corpo umano. La pace, infatti, alla stregua dell’omeostasi fisiologica che viene ad essere perturbata nell’organismo umano, se intaccata deve essere sapientemente ripristinata, partendo da una <strong>analisi complessiva del contesto socio-politico-culturale di riferimento.</strong></p>



<p><strong>Seguendo questa analogia </strong>possiamo considerare la guerra come il processo eziologico e fisiopatologico che conduce alla malattia e che dobbiamo fronteggiare adottando un preciso percorso di diagnosi, valutazione funzionale e terapia, considerando i rapporti rischi-benefici.</p>



<p><strong>Essendo cardiologo</strong> non posso non fare riferimento al cuore, l’organo che garantisce l’apporto di sangue a tutto il nostro corpo, una affascinante pompa elettro-meccanica, che non si ferma mai per tutta la durata della vita di un individuo.</p>



<p><strong>Considerando la patologia cardiovascolare</strong>, la sindrome clinica che costituisce la tappa finale di tutte le malattie che colpiscono il cuore è l’insufficienza cardiaca, condizione in cui viene a verificarsi la cosiddetta insufficienza di circolo, cioè il cuore non è più in grado di garantire un apporto di sangue adeguato alle esigenze dell’organismo.</p>



<p>In questa condizione patologica, sicuramente tutto inizia con la compromissione cardiaca<strong> ma il processo patologico si estende agli altri organi</strong> e apparati (polmoni, reni, fegato, cervello…) fino ad arrivare ad interessare e compromettere tutto l’organismo e tutte le funzioni vitali.</p>



<p>Continuando l’analogia tra medicina e geopolitica, potremmo <strong>paragonare l’insufficienza cardiaca alla condizione di guerra</strong> che viene ad instaurarsi tra due o più nazioni e che può avere progressioni ed estensioni non controllate.</p>



<p><strong>Come reagisce il nostro organismo all’insufficienza cardiaca? </strong>Attuando il potenziamento di una serie di meccanismi compensatori fisiologici già presenti nel nostro corpo, come il sistema nervoso autonomo simpatico ed il sistema renina-angiotensina-aldosterone. Questi meccanismi di compenso, che in una condizione di guerra potremmo paragonare all’intervento delle forze alleate in sostegno della nazione attaccata, a lungo andare determinano un eccessivo stress delle pareti cardiache che andranno incontro ad un rimodellamento morfo-funzionale sfavorevole; è, ad esempio, il caso di molti scenari di guerra, in cui <strong>l’intervento di terze parti può condurre ad un peggioramento dello scenario bellico </strong>e ad una escalation paragonabile a quella che si verifica, in cardiologia, nel paziente con insufficienza cardiaca avanzata.</p>



<p>A questo proposito mi piace ricordare quello che diceva <strong>il Professor Mihai Gheorghiade</strong>, noto cardiologo, recentemente scomparso, il quale paragonava l’uso indiscriminato dei diuretici ai bombardamenti americani in Iraq.</p>



<p>Il caro Mihai soleva ricordare la frase del presidente Bush “mission accomplished” in riferimento al solo apparente risultato positivo ottenuto in quel territorio di guerra. Che la missione non fosse compiuta, così come<strong> in cardiologia non è sufficiente bombardare il paziente con diuretici</strong>, è sotto gli occhi di tutti.</p>



<p>Come dovrebbe reagire il cardiologo clinico all’insufficienza cardiaca per contrastarla efficacemente?<strong> Innanzitutto partendo da una visione d’insieme del paziente, </strong>analizzandone la complessità e quindi l’interazione tra il sistema cardiovascolare e gli altri sistemi, come ad esempio quello renale (il rene di solito nell’insufficienza di circolo è il primo organo a soffrire). Successivamente verrà impostata una terapia mirata, con farmaci che antagonizzano i meccanismi di compenso, divenuti patologici, oppure in alcune situazioni con farmaci cosiddetti inotropi, che mirano a potenziare la funzione contrattile del cuore. </p>



<p>L’insufficienza cardiaca è una delle condizioni più complesse della medicina, in cui <strong>bisogna tenere conto dell’organismo nella sua totalità </strong>(bisogna valutare il rene, i polmoni, gli elettroliti e cosi’ via) e poi mantenere un corretto bilancio terapeutico calibrando i farmaci a disposizione (ad esempio dando troppi inotropi si corre il rischio di non potenziare la funzione contrattile bensì di peggiorarla o di far insorgere aritmie mortali).</p>



<p>Sempre in tema di terapia, spesso i nostri pazienti, che sono congesti, reagiscono molto bene alla somministrazione di diuretici e osserviamo spesso un miglioramento della loro condizione clinica: tuttavia la malattia progredisce e l’uso continuativo e indiscriminato di diuretici può portare a <strong>drammatiche conseguenze negative</strong>: a questo si riferiva il succitato collega Gheorghiade.</p>



<p>Nell’insufficienza cardiaca pertanto, bisogna scegliere la migliore opzione per il paziente e considerare<strong> i rapporti rischi-benefici di ogni trattamento terapeutico o interventistico estremamente complesso. </strong></p>



<p>Una situazione analoga si riscontra nell’approccio al trattamento delle malattie tumorali, in cui è presente il tumore che accrescendosi senza controllo distrugge i tessuti sani del nostro organismo: in questo settore abbiamo tante armi a nostra disposizione anche “molto intelligenti” ma anche in questa condizione dobbiamo considerare accanto agli effetti favorevoli<strong> anche gli effetti collaterali e avversi </strong>che, se non controllati e/o considerati, possono essere anche fatali per il paziente.</p>



<p>Sarà quindi compito del bravo oncologo saper bilanciare il rischio-beneficio nel trattamento ed impostare <strong>una terapia adeguata.</strong></p>



<p>L’approccio del clinico è molto simile a quello che si può tenere, pertanto, <strong>di fronte ad una situazione di guerra. </strong></p>



<p>A questo proposito vorrei ricordare quanto scritto da <strong>Lawrence Freedman, professore emerito di studi di guerra al King’s College di Londra</strong>, che parlando di strategia la definiva come “l’abilità di guardare oltre il breve termine e l’inessenziale per vedere il lungo termine e l’essenziale, per confrontarsi con le cause piuttosto che con i sintomi, per vedere le foreste piuttosto che gli alberi”.</p>



<p>E’ fondamentale, di fronte al male della guerra, avere una visione d’insieme degli eventi, <strong>analizzarne la complessità</strong> e poi adottare delle contromisure coscienziose, scegliendo eventualmente ciò che è il male minore nel caso in cui non si possa ottenere il massimo dell’effetto sperato.</p>



<p>Nell’ottica di <strong>distinguere le dinamiche di guerra dalle dinamiche di pace</strong>, proprio come nell’approccio diagnostico medico, è necessario andare alla fonte dei problemi ed analizzarli dettagliatamente. </p>



<p>E’ obbligatorio pertanto ricorrere ad informazioni corrette, <strong>depurate da credi aprioristici,</strong> per arrivare ad una corretta interpretazione della realtà.</p>



<p>In quest’ottica, prendendo ad esempio <strong>il recente conflitto tra Russia ed Ucraina,</strong> si è verificata in molti casi una semplificazione delle cause che hanno condotto al conflitto, riconducibili secondo molti organi di stampa semplicemente alla follia del presidente russo Putin.</p>



<p>Indubbiamente quest’ultimo si è reso e si sta rendendo responsabile di atrocità da condannare e che dovevano essere evitate. A questo punto desidero, per chiarire meglio il mio punto di vista, con estremo rispetto,<strong> citare Papa Francesco</strong>:<em>“L’abbaiare della Nato alla porta della Russia ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un’ira che non so se sia stata provocata, ma facilitata forse si”</em>.</p>



<p>Proprio mentre scrivo questo capitolo, il Papa ha rilasciato una lunga intervista in cui ha chiarito meglio il proprio pensiero, ribadendo che sarebbe sbagliato considerare la sua posizione come “Putiniana” e che sarebbe semplicistico, nell’ambito di questa guerra, <strong>ridurre tutto ad una distinzione tra buoni e cattivi</strong>, senza ragionare sulle radici del conflitto e sulla sua complessità.</p>



<p>La guerra secondo il Papa è stata o provocata o al più non impedita, probabilmente anche a<strong> causa di interessi globali di vendita di armi </strong>e di appropriazione geopolitica della nazione, quest’ultimo aspetto da sempre presente nella storia dell’Ucraina.</p>



<p>Altro aspetto da non sottovalutare secondo il Papa, che voglio anche io sottolineare, <strong>è che non dobbiamo abituarci alla tragica realtà della guerra che stiamo vivendo:</strong> proprio come una malattia cardiovascolare, dobbiamo impedire il processo di cronicizzazione di questa guerra che ormai va avanti da mesi; non basta essere solidali e compassionevoli in questa prima fase, bisogna agire concretamente, proprio come se fronteggiassimo una patologia cardiaca.</p>



<p>Così come di fronte ad uno stato di malattia, sia di origine cardiaca sia di origine tumorale, bisogna cercare da una parte che non progredisca con una strategia medica corretta, e dall’altra,<strong> evitare anche l’accanimento terapeutico.</strong></p>



<p>Riallacciandomi sempre alle parole del Sommo Pontefice, desidero ancora una volta sottolineare che è necessario<strong> andare oltre visioni semplicistiche e pressapochiste</strong>, analizzando i fenomeni nella loro interezza per ricercarne le cause.</p>



<p>Per raggiungere questo obiettivo <strong>dobbiamo riappropriarci della cultura della complessità</strong>, ormai scomparsa nella nostra società: purtroppo dal dopoguerra in poi abbiamo abdicato alla nostra cultura mediterranea che ha le sue radici lontane nei classici latini e greci, lontani sì, ma sempre rigorosamente attenti a tutta l’umanità nelle sue sfaccettature e ad una visione d’insieme della realtà, sempre contestualizzata e mai distorta attraverso la lente di un approccio particolaristico e semplicistico.</p>



<p>Viviamo in un mondo in cui troppo spesso <strong>ci vengono proposte delle semplificazioni di qualsiasi processo</strong> sotto la spinta di motivazioni prevalentemente economiche e tecnologiche.</p>



<p>Nella parte finale di questo capitolo vorrei proprio ribadire, da docente universitario, la necessità, se vogliamo costruire la pace, <strong>di riappropriarci delle nostre radici culturali “umanistiche”</strong> con una visione d’insieme che tenga in considerazione tutte le variabili socio-economico-politiche con riferimento ai nostri valori universali di libertà, laicità, dignità.</p>



<p><strong>Per trovare un giusto equilibrio</strong> tra complessità e semplificazione, tra visione d’insieme e visione frammentaria, tra guerra e pace, auspico un ritorno alle culture mediterranea e mitteleuropea.</p>



<p><strong>Il Mediterraneo da sempre è stato punto di congiunzione tra varie civiltà</strong>, ad esempio tra quelle europee e mediorientali, ed è nell’area del Mediterraneo che sono nate le più grandi civiltà e sono nati i più grandi pensatori dell’antichità. </p>



<p><strong>Allo stesso modo la cultura mitteleuropea</strong> ha contribuito notevolmente allo sviluppo culturale europeo ed allo sviluppo del senso di comunità che ha condotto alla costruzione della comunità europea.</p>



<p>L’Europa si deve riappropriare delle proprie radici culturali e farsi promotrice di politiche sovranazionali. Mi piace concludere questo capitolo ricordando quanto auspicato, fin dal 1999, da Franco Archibugi, noto economista e studioso di pianificazione applicata a problemi politici, che indicava la strada, spero ancora percorribile e non utopistica, di una organizzazione mondiale delle nazioni e dei popoli con <strong>il rafforzamento delle istituzioni di governo e di giustizia su scala mondiale.</strong> Solo cercando di realizzare una cosmopoli organizzata con limitazioni delle sovranità nazionali ci si potrà integrare in un sistema mondiale di garanzie e di diritti, sottolineava Archibugi. Con questo auspicio e con l’impegno di tutti in questa direzione potrem<strong>o costruire la pace attraverso dinamiche virtose (para pacem)</strong> e non mantenerla attraverso la corsa agli armamenti (para bellum).</p>



<p><strong>Francesco Fedele</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/considerazioni-professore-medico-cuore-guerra-pace/">Considerazioni di un professore universitario e medico del cuore</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso Eriksen e l’idoneità sportiva nell’atleta agonista</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/eriksen-idoneita-sportiva-agonistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 12:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=666</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ ben noto il caso dell’arresto cardiaco cui è andato incontro il calciatore danese Eriksen, lo scorso Giugno durante gli europei. Come conseguenza di una grave aritmia, la stella della nazionale Danese si è accasciata al suolo. Oggi ripercorreremo quei fatti, e le loro evoluzioni, per capire cosa si può migliorare nello sport agonistico dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/eriksen-idoneita-sportiva-agonistica/">Il caso Eriksen e l’idoneità sportiva nell’atleta agonista</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img decoding="async" width="690" height="362" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/04/Eriksen-690x362-1.jpeg" alt="Christian Eriksen" class="wp-image-667" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/04/Eriksen-690x362-1.jpeg 690w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/04/Eriksen-690x362-1-300x157.jpeg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure>



<p>E’ ben noto il caso dell’arresto cardiaco cui è andato incontro il <strong>calciatore danese Eriksen</strong>, <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Europei/12-06-2021/europei-eriksen-malore-danimarca-finlandia-massaggio-cardiaco-4101925702229.shtml">lo scorso Giugno durante gli europei.</a></p>



<p>Come conseguenza di<strong> una grave aritmia</strong>, la stella della nazionale Danese si è accasciata al suolo. Oggi ripercorreremo quei fatti, e le loro evoluzioni, per capire cosa si può migliorare nello sport agonistico dal punto di vista medico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è un Defibrillatore?</strong></h2>



<p>A seguito di questo drammatico episodio, Eriksen è stato sottoposto all’impianto di <strong>ICD (Defibrillatore cardiaco impiantabile</strong>), un dispositivo salva-vita in grado di scongiurare l’insorgenza di <strong>tachi-aritmie </strong>(ossia situazioni cliniche in cui la frequenza cardiaca raggiunge valori tali da rendere inefficace la contrazione cardiaca) o anche di <strong>bradi-aritmie</strong> (la condizione opposta, ossia quando il cuore cessa di battere rallentando gradualmente).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La normativa in Italia</strong></h2>



<p>Lo scorso Dicembre 2021, dopo un’accurata valutazione da parte dei medici del <strong>CONI</strong>, veniva revocata ad Eriksen <strong>l’idoneità agonistica, </strong>in quanto in Italia non è consentita la libera scelta, in termini di salute, per quanto riguarda l’attività agonistica.</p>



<p>In altri termini, un atleta giudicato inidoneo, non può continuare l’attività sportiva “a proprio rischio e pericolo”. </p>



<p>Diversamente accade in altri paesi, come l’Inghilterra, in cui Eriksen è tornato a giocare nella squadra londinese del Brentford.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso del ruolo marginale del cardiologo</strong></h2>



<p>Il certificato di idoneità per gli atleti, in Italia, viene rilasciato dagli <strong>specialisti in Medicina dello Sport</strong>, i quali si basano anche sul parere fornito da comitati cardiologici come il <strong>COCIS</strong>, che si riunisce periodicamente per aggiornare le linee guida (a breve potrebbero arrivare degli aggiornamenti anche in materia di ICD da parte del COCIS).</p>



<p>Proprio in virtù dell’importanza della patologia cardiovascolare e delle linee guida cardiologiche, <strong>è paradossale che il medico specialista in cardiologia venga tenuto ai margini</strong> durante il processo finale di attribuzione del nullaosta agli sportivi. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p>Personalmente ritengo che <strong>un’attenta valutazione cardiologica</strong>, congiuntamente al parere del medico dello sport<strong>, debba essere introdotta e resa giuridicamente necessaria </strong>per diminuire drasticamente la possibilità che non vengano intercettate situazioni al limite dell’inidoneità o viceversa che vengano bloccati atleti con <strong>patologie potenzialmente reversibili </strong>(potrebbe essere, ad esempio, il caso delle <strong>miocarditi</strong>, infiammazioni del cuore che in alcuni casi guariscono dopo terapia specifica con recupero completo).</p>



<p>Il confine tra lo stroncare una brillante carriera e il<a href="https://www.stetoscopioparlante.it/bovolenta-morte-cardiaca-improvvisa/"> mettere a rischio una giovane vita</a> è spesso sottile, ragione per cui ritengo indispensabile il contributo e il coinvolgimento obbligatorio di specialisti della patologia cardiovascolare nell’iter decisionale che porta al rilascio della certificazione di idoneità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/eriksen-idoneita-sportiva-agonistica/">Il caso Eriksen e l’idoneità sportiva nell’atleta agonista</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dieci anni dalla scomparsa del “Gigante” Bovolenta</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/bovolenta-morte-cardiaca-improvvisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 17:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[morte cardiaca improvvisa]]></category>
		<category><![CDATA[pallavolo]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=658</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono da poco trascorsi 10 anni dalla tragica scomparsa, a soli 37 anni, del pallavolista Vigor Bovolenta, punto fermo della nazionale italiana di pallavolo di Julio Velasco, la nostra nazionale più forte di sempre. Il 24 Marzo 2012, durante una partita del campionato di B2, Vigor si accasciava al suolo per un malore improvviso e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/bovolenta-morte-cardiaca-improvvisa/">Dieci anni dalla scomparsa del “Gigante” Bovolenta</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="610" height="280" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/03/bovolenta.jpeg" alt="Bovolenta" class="wp-image-659" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/03/bovolenta.jpeg 610w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/03/bovolenta-300x138.jpeg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure>



<p>Sono da poco trascorsi 10 anni dalla tragica scomparsa, <strong>a soli 37 anni</strong>, del pallavolista <strong>Vigor Bovolenta</strong>, punto fermo della nazionale italiana di pallavolo di Julio Velasco, la nostra nazionale più forte di sempre.</p>



<p><a href="https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-25/dramma-pallavolo-morto-nazionale-142851.shtml?uuid=AbN16uDF">Il 24 Marzo 2012</a>, durante una partita del campionato di B2, Vigor si accasciava al suolo per un malore improvviso e successivamente veniva trasportato in urgenza in ospedale senza però riuscire mai a riprendersi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La morte cardiaca improvvisa</strong></h2>



<p>Si tratta di un classico esempio di <strong>morte cardiaca improvvisa</strong>, definibile come <strong>un evento inaspettato</strong>, che <strong>insorge in breve tempo</strong> (in maniera immediata o fino a sei ore dopo l’insorgenza dei sintomi) in un <strong>soggetto apparentemente sano</strong> o con una patologia non così grave da giustificare un esito improvviso fatale.&nbsp;</p>



<p>A Bovolenta erano state diagnosticate anni prima delle <strong>extrasistoli</strong>, ritenute poi, dopo un breve stop iniziale, irrilevanti ai fini dell’idoneità all’attività agonistica.</p>



<p>L’autopsia post-mortem dimostrerà poi che l’atleta era affetto da una <strong>grave aterosclerosi coronarica</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le caratteristiche della morte cardiaca improvvisa nell’atleta</strong></h2>



<p>Il caso di Bovolenta fa compagnia a quello di tanti altri atleti scomparsi in maniera prematura<strong> e non bloccati tempestivamente dai medici che li hanno valutati.</strong></p>



<p><strong>L’attività sportiva agonistica </strong>infatti, specialmente in determinate patologie cardiache, può essere<strong> un fattore scatenante di aritmie devastanti </strong>che conducono a morte cardiaca improvvisa.&nbsp;</p>



<p>Le principali patologie responsabili di <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/prevenzione-cardiovascolare-video-maggio2021/">morte cardiaca improvvisa nei giovani</a> fino a 40 anni sono: cardiomiopatie, miocarditi, malattie aritmiche genetiche (che molto spesso possono manifestarsi come morte cardiaca improvvisa), sindrome di Brugada ed anomalie coronariche congenite.</p>



<p>La cosa importante per l&#8217;atleta è non trascurare le avvisaglie: lo svenimento <strong>(sincope)</strong>, la sensazione di <strong>dolore toracico</strong> o di “cuore che va troppo veloce” <strong>(cardiopalmo)</strong> nell’atleta devono essere indagate in maniera approfondita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni&nbsp;</strong></h2>



<p>E’ molto importante per tutti i medici che abbiano a che fare con gli atleti sviluppare <strong>una particolare sensibilità verso la patologia cardiovascolare </strong>e non tralasciare nessun segnale clinico.</p>



<p>Oggi abbiamo a disposizione una serie di fini strumenti diagnostici (a partire dalla <strong>Risonanza Magnetica Cardiaca</strong> a finire con le <strong>analisi genetiche</strong>) che ci consentono di identificare <strong>patologie cardiovascolari silenti</strong> in maniera efficace. </p>



<p>Dal momento che gli eventi tragici sono causati dalla patologia cardiovascolare, ritengo fortemente che <strong>un nullaosta dello specialista cardiologo</strong> prima del rilascio del certificato medico-sportivo di idoneità sia di fondamentale importanza.</p>



<p>Sempre in ambito di <strong>prevenzione primaria,</strong> è importante che anche gli sportivi siano sensibilizzati a <strong>non sottovalutare sintomi</strong> a carico dell’apparato cardiovascolare.</p>



<p>Infine, come prevenzione secondaria, è fondamentale una diffusione sempre più capillare della <strong>conoscenza e della pratica delle manovre di rianimazione cardio-polmonare e defibrillazione di base</strong>: una corretta attuazione di queste ultime può essere un salva-vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/bovolenta-morte-cardiaca-improvvisa/">Dieci anni dalla scomparsa del “Gigante” Bovolenta</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Università La Sapienza: una storia da Nobel</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/luniversita-la-sapienza-una-storia-da-nobel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 07:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[la sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=621</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un’indimenticabile pagina della storia dell’Università La Sapienza è stata scritta lo scorso 5 ottobre 2021. Il premio Nobel per la fisica è stato conferito a Giorgio Parisi, fisico ed accademico romano, nonché docente ordinario di fisica teorica, teorie quantistiche, fisica statistica, probabilità della nostra università. Un evento straordinario che ha aperto una finestra non solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/luniversita-la-sapienza-una-storia-da-nobel/">L’Università La Sapienza: una storia da Nobel</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un’indimenticabile pagina della storia dell’Università La Sapienza è stata scritta lo scorso 5 ottobre 2021. Il premio Nobel per la fisica è stato conferito a Giorgio Parisi, fisico ed accademico romano, nonché docente ordinario di fisica teorica, teorie quantistiche, fisica statistica, probabilità della nostra università. Un evento straordinario che ha aperto una finestra non solo sul mondo della ricerca, che da sempre costituisce il motore della nostra attività quotidiana, ma anche sulla <strong>reputazione di cui l’Università La Sapienza gode </strong>nel panorama nazionale ed internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è davvero l’Università La Sapienza</h2>



<p>Una reputazione che ha radici molto lontane. Spesso, fuorviati dall’attenzione dei media alle altre università romane, dimentichiamo che La Sapienza è <strong>la più antica università di Roma</strong>, e l<strong>a più grande in Europa</strong>. A partire dal 1303, anno della sua fondazione, è stata madre di diversi celebri premi Nobel. Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi, entrambi titolari di una cattedra nel nostro ateneo, e innumerevoli docenti illustri, da Niccolò Copernico ad Aldo Moro. Giorgio Parisi, con i suoi studi sui sistemi complessi e la scoperta dell’interazione tra disordini e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria, è stato in grado di erigere un piedistallo nella storia dell’Università da cui far sentire la propria voce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c’è dietro un grande successo</h2>



<p>È sempre importante ricordare che dietro ogni grande successo c’è un <strong>grande gruppo di lavoro</strong>. Sono più di 350 i collaboratori e gli studenti che hanno lavorato per la realizzazione degli studi di Parisi. Il lavoro in team, assieme al forte contributo dell’Università alla ricerca tramite il <strong>supporto formativo,</strong> la <strong>promozione di bandi</strong> e la disposizione delle <strong>strutture più innovative</strong>, ha garantito all’Ateneo la collocazione ai primi posti in Italia nei principali ranking universitari mondiali per la qualità della ricerca e della didattica e per la dimensione internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diversi, ma con lo stesso cuore</h2>



<p>Un lavoro di squadra a tutti i livelli che fa sentire vicini i nostri dipartimenti. Centinaia di specializzandi ogni anno scelgono La Sapienza per la loro formazione medica, parte dei quali è nel nostro dipartimento di scienze cardiovascolari. Che, a ben voler guardare, ha <strong>molto in comune con la fisica</strong>. La conoscenza delle grandi leggi fisiche che regolano la funzione cardiaca è alla base della comprensione della fisiopatologia, con cui ogni giorno ci confrontiamo. I principi fisici di acquisizione delle immagini diagnostiche ci permettono di fare rilevazioni sempre più precise e valutazioni più complesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno spunto di riflessione</h2>



<p>L’augurio più grande è che i nostri studenti riflettano su questo avvenimento e ne prendano ispirazione. ‘Non è da tutti avere un Nobel in dipartimento’, dice uno degli studenti di Parisi. Ricordiamoci che <strong>La Sapienza non ha una storia ‘da tutti’</strong>. E che l’opportunità offerta dalla Sapienza, se incontra la preparazione, può essere l’inizio di una grande storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/luniversita-la-sapienza-una-storia-da-nobel/">L’Università La Sapienza: una storia da Nobel</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto dura l’immunità da COVID-19? Oltre gli anticorpi.</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/immunita-anticorpi-e-linfociti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 07:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[immunità]]></category>
		<category><![CDATA[linfociti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=598</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sembra che finalmente stiamo vedendo la fine di questa emergenza sanitaria che va avanti da circa un anno mezzo determinata dall’avvento del Covid-19. Grazie ai soggetti vaccinati che stanno aumentando sempre più e al numero di paziente già infetti, la quota di nuovi contagiati scende progressivamente da diverse settimane. La domanda che però adesso viene [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/immunita-anticorpi-e-linfociti/">Quanto dura l’immunità da COVID-19? Oltre gli anticorpi.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sembra che finalmente <strong>stiamo vedendo la fine di questa emergenza sanitaria </strong>che va avanti da circa un anno mezzo determinata dall’avvento del Covid-19. Grazie ai soggetti vaccinati che stanno aumentando sempre più e al numero di paziente già infetti, la quota di nuovi contagiati scende progressivamente da diverse settimane. La domanda che però adesso viene spontanea è:<strong> per quanto durerà questa protezione immunitaria?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza degli anticorpi per la risposta immunitaria</h2>



<p>Come sapete il valore di riferimento che si cita spesso è <strong>la quantità di anticorpi che un soggetto possiede</strong>, sia quando presenti per una pregressa infezione, sia quando prodotti dopo la somministrazione del vaccino.&nbsp;</p>



<p>Ho letto <strong>una recente intervista al Prof. Saverio Parisi</strong>, ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Padova, che asserisce che i pazienti che hanno superato un’infezione da Covid presentano anticorpi anche dopo un anno. Questi dati sono ricavati su indagini sierologiche eseguite su operatori sanitari contagiati dal Covid nello scorso inverno. Il riscontro di anticorpi anche dopo un anno è sicuramente <strong>una notizia incoraggiante</strong> e possiamo supporre che gli stessi risultati si otterranno con la vaccinazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre gli anticorpi: le “cellule di memoria”</h2>



<p><strong>Ma c’è di più</strong>. La presenza degli anticorpi infatti non è l’unico sistema di protezione che possiede il nostro organismo. Infatti questi anticorpi vengono prodotti da<strong> linfociti B definiti cellule di memoria</strong>, poiché conservano la memoria di produrre anticorpi. Soggetti che presentano livelli ridotti o addirittura nulli di anticorpi potrebbero però conservare comunque queste cellule. Le quali sarebbero <strong>pronte a produrre nuovamente in tempi rapidissimi anticorpi in grado di neutralizzare il Covid.</strong></p>



<p>Da non dimenticare poi i linfociti T. Si dividono in linfociti T helper (che significa aiutanti) e <strong>linfociti T killer</strong> (che significa assassini), i quali possiedono la capacità di <strong>riconoscere le cellule dell’organismo infettate dal virus e distruggerle</strong> per impedire la replicazione di quest’ultimo. I pazienti infetti o vaccinati possono quindi <strong>contare anche su quest’arma</strong> in caso di un nuovo contatto con il virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Somministrare nuove dosi di vaccino?</h2>



<p>Pertanto quando andiamo a considerare la nostra risposta immunitaria sia naturale sia indotta dai vaccini<strong> non dobbiamo limitarci solamente alla valutazione degli anticorpi</strong>. Fondamentale è infatti anche alla risposta cellulare legata ai<strong> linfociti B e T. </strong></p>



<p>Si stanno accumulando evidenze che dimostrano <strong>una risposta immunitaria complessiva che perdura in circa il 90% dei casi per più di 8 mesi.</strong> Pertanto prima di parlare di <strong>ulteriori somministrazioni di dosi di vaccino</strong> aspettiamo i dati relativi a tutto l’assetto immunitario (anticorpi, linfociti B, linfociti T). Sperando che i dati preliminari permettano di confermare i tempi di durata della protezione verso il Covid-19 che <strong>ci impedisca di ricadere in una nuova emergenza sanitaria.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/immunita-anticorpi-e-linfociti/">Quanto dura l’immunità da COVID-19? Oltre gli anticorpi.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme varianti Covid: attenzione anche alla “variante” Medicina.</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/medici-non-maghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 14:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=586</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Medicina è da sempre considerata una scienza nobile; d’altronde, cosa abbiamo di più prezioso della nostra salute?&#160; Specialmente nell’ultimo anno, con l’avvento della pandemia del Covid, tutti noi ci siamo resi conto ancora una volta di quanto sia importante la medicina. Anche questa scienza, come altre, trova le fondamenta su un insieme di conoscenze [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/medici-non-maghi/">Allarme varianti Covid: attenzione anche alla “variante” Medicina.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Medicina</strong> è da sempre considerata <strong>una scienza nobile</strong>; d’altronde, cosa abbiamo di più prezioso della nostra salute?&nbsp;</p>



<p>Specialmente nell’ultimo anno, con <strong>l’avvento della pandemia del Covid</strong>, tutti noi ci siamo resi conto ancora una volta di quanto sia importante la medicina. Anche questa scienza, come altre, trova le fondamenta su <strong>un insieme di conoscenze </strong>apprese grazie a ricerche e studi che permettono di lavorare su <strong>dati scientifici certi</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Evidence Based Medicine</strong></h2>



<p>Questo è il concetto <strong>a fondamento della “Evidence-Based Medicine”</strong>, ossia la medicina basata sulle evidenze. Nel contesto della pratica clinica, questa idea di medicina ci permette di <strong>avere linee guida che sfruttano i dati di numerosi studi </strong>e ricerche al fine di prendere le decisioni più adeguate per i nostri pazienti. La presenza di queste linee guida<strong> permette inoltre ai pazienti di avere fiducia nella medicina</strong>. Ogni atto medico cui sono sottoposti, infatti, viene eseguito poiché la sua efficacia è stata studiata e provata.</p>



<p>Purtroppo però questa idea di Medicina <strong>ogni tanto viene a mancare.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E se sospendessimo la Evidence Based Medicine?</strong></h2>



<p>In questi giorni si discute della <strong>possibilità di aumentare l’intervallo di tempo tra la somministrazione della prima e della seconda dose</strong> del vaccino contro il Covid. Questa proposta si pone come obiettivo quello di poter <strong>somministrare la prima dose del vaccino nel minor tempo possibile</strong> al maggior numero possibile di cittadini. Questo è sicuramente un obiettivo importante per tutta la popolazione. Non possiamo non sottolineare però che l’idea di aumentare l’intervallo di tempo della somministrazione tra prima e seconda dose <strong>non sia stato provato negli studi clinici </strong>di registrazione dei vaccini e quindi questa decisione non <strong>si basi su nessun dato scientifico.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vaccinazione di Massa vs Metodo Scientifico</strong></h2>



<p><strong>La vaccinazione di massa</strong> ci sta permettendo di sconfiggere gradualmente il Covid. Assistiamo infatti a una costante diminuzione dei casi, ma<strong> non possiamo permetterci </strong>di raggiungere questo traguardo attraverso una condotta che <strong>non rispetti le basilari regole della nostra medicina moderna</strong>. Riguardo a questo, <strong>solo uno studio</strong>, ancora non ufficialmente pubblicato, condotto dall’<strong>Università di Birmingham</strong> su 175 pazienti inglesi over 80, <strong>sembra dimostrare</strong> come un allungamento dell’intervallo di somministrazione del vaccino a 12 settimane provochi un livello più elevato di anticorpi dopo la seconda somministrazione. </p>



<p>Soltanto <strong>una volta che questo studio verrà confermato e ufficialmente pubblicato</strong>, potremmo essere d’accordo a ritardare la somministrazione della seconda dose del vaccino; ma fino ad allora non possiamo non catalogare questa scelta come<strong> una scelta politica priva di fondamento scientifico</strong>. Un tale atteggiamento, anche se nell’immediato potrebbe anche portare vantaggi alla popolazione, riteniamo che<strong> alla lunga contribuirebbe a far perdere fiducia nella medicina</strong>: questo sì che sarebbe una grande sconfitta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Niente terrorismo psicologico!</strong></h3>



<p>Anche per quanto riguarda<strong> le interviste e uscite pubbliche</strong> su giornali e televisioni di medici che rivestono ruoli prestigiosi in ospedali o università, bisogna ribadire che <strong>ogni affermazione deve sempre essere basata su dati scientifici</strong>. Ho letto un’intervista di una nota collega in cui la stessa dichiarava che<strong> “arriverà una nuova pandemia”</strong>. Queste affermazioni, che non sono basate su nessun dato certo, creano <strong>solamente terrorismo psicologico </strong>e determinano una <strong>graduale sfiducia</strong> nei medici e nella medicina.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Metodo scientifico vuol dire fiducia medico-paziente</strong></h3>



<p>Il medico riveste il ruolo di <strong>curare la persona</strong>: per questo è fondamentale che le giuste decisioni terapeutiche si inseriscano in un contesto di<strong> rapporto di fiducia medico-paziente</strong>. Ampliando questo pensiero è importante continuare a far sì che <strong>i cittadini abbiano fiducia nella medicina e nella classe medica</strong>. Scelte e situazioni come quelle che abbiamo vissuto in queste settimane <strong>rischiano di far perdere questa fiducia</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Siamo scienziati, non maghi.</strong> </h2>



<p>Per concludere, <strong>ho recentemente letto un trafiletto</strong> apparso su una conosciutissima testata giornalistica che rilevava il pericolo non tanto delle varianti del virus, <strong>quanto della “variante” della medicina e degli scienziati</strong>. Ieri, visitando una mostra a Sutri, mi sono imbattuto in questo <strong>dipinto di Casimiro Piccolo “I maghi della visione”</strong>, in copertina all&#8217;articolo. Facciamo in modo, noi medici e scienziati, di <strong>non variare per assumere le sembianze dei personaggi del quadro</strong>. Penso che questo sia l’augurio migliore che servirà a proteggere e salvaguardare la validità e <strong>l’efficacia della Scienza Medica.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/medici-non-maghi/">Allarme varianti Covid: attenzione anche alla “variante” Medicina.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>25 Aprile 2021: Liberazione del COVID?</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/25-aprile-2021-liberazione-del-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 09:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=554</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 25 aprile è la festa della liberazione per celebrare la liberazione dell&#8217;Italia dall&#8217;occupazione nazista e dal regime fascista. Lo scorso anno in questa occasione abbiamo espresso il desiderio di festeggiare anche la liberazione dalla paura o meglio dall&#8217;angoscia del COVID-19, ricordando ancheun altro valore espresso da tale ricorrenza, la resistenza. Resistenza non solo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/25-aprile-2021-liberazione-del-covid/">25 Aprile 2021: Liberazione del COVID?</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 25 aprile è la festa della liberazione per celebrare <strong>la liberazione dell&#8217;Italia dall&#8217;occupazione nazista e dal regime fascista</strong>. Lo scorso anno in questa occasione abbiamo espresso il desiderio di festeggiare anche la liberazione dalla paura o meglio <strong>dall&#8217;angoscia del COVID-19</strong>, ricordando anche<br>un altro valore espresso da tale ricorrenza,<strong> la resistenza.</strong> </p>



<p>Resistenza non solo di tutto il personale sanitario ma <strong>anche di tutti gli italiani.</strong> Nel 2020 erano passati appena tre mesi dall&#8217;inizio della pandemia. Oggi abbiamo superato l&#8217;anno e, se <strong>facciamo un bilancio</strong>, sicuramente la paura e l&#8217;angoscia sono pressoché scomparsi anche perché c&#8217;è <strong>la realtà positiva dell&#8217;efficacia dei vaccini.</strong></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Resistenza al Covid</h2>



<p>Per quanto riguarda la resistenza questa è messa ancora a dura prova perché<strong> l&#8217;informazione e la comunicazione</strong> hanno dimostrato e stanno dimostrando ancora<strong> grandi criticità. </strong>Quest&#8217;anno <strong>la festa della liberazione</strong> coincide con l&#8217;entrata in vigore del <strong>decreto sulle riaperture. </strong></p>



<p>Sicuramente tale disposizione governativa aiuta a resistere. Ritengo però ancora più utile <strong>liberarsi dalla retorica e dalla propaganda </strong>che sono alimentate proprio dalla disinformazione e dalla comunicazione esuberante, spesso scorretta e contraddittoria. </p>



<p>La possibilità delle riaperture è stata motivata con il <strong>“rischio calcolato”.</strong> Sicuramente i dati attuali sulla pandemia dimostrano un miglioramento degli indici di contagio, del numero dei ricoveri e dell&#8217;occupazione in terapia intensiva unitamente alla <strong>progressione della campagna vaccinale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">A che punto siamo?</h2>



<p>Ma ricordiamo che, essendo <strong>il numero dei contagiati decisamente sottostimato</strong>, possiamo ipotizzare che il vero numero di persone già entrato in contatto con il virus sia vicino ai 25 milioni, vale a dire<strong> un terzo degli italiani.</strong> Per quanto riguarda le vaccinazioni, anche nella peggiore delle ipotesi, a <strong>fine luglio avremo più di 20 milioni di vaccinati. </strong></p>



<p>Facendo un rapido calcolo quindi, tra persone vaccinate e persone che sono già entrate in contatto con il virus dovremmo avere per fine luglio, ed anche prima, <strong>più di 45 milioni di individui che presentano in un modo o nell&#8217;altro immunità verso il virus</strong>. Questo numero che rappresenta<strong> il 70% della popolazione d</strong>arebbe ragione del raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. Anche questi dati sono importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A che serve il coprifuoco?</h2>



<p>A proposito di dati, <strong>non esistono evidenze scientifiche sull&#8217;orario del cosiddetto “coprifuoco”</strong>: alle 22 o alle 23? Abbiamo assistito ad un braccio di ferro su questo punto a livello della compagine governativa, con il comitato tecnico scientifico che si è limitato a supportare <strong>le scelte più restrittive (alle 22)</strong> sostenendo che un&#8217;ora di contatto interpersonale in più logicamente avrebbe potuto essere deleteria. </p>



<p>Ma permettetemi questa considerazione: quando non esistono dati certi facciamo riferimento con umiltà <strong>al buon senso e al coinvolgimento responsabile della popolazione.</strong> Se si danno esclusivamente prescrizioni, senza spiegare bene, ecco che chiudere tutto alle 22 vuol dire <strong>comprimere in meno ore un&#8217;attività ludico ricreativa,</strong> con maggiore possibilità di concentrazione umana. Invece <strong>dilatare i tempi può anche avere la conseguenza di diluire i contatti. </strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-557" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-1024x768.jpeg 1024w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-300x225.jpeg 300w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-768x576.jpeg 768w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2021/04/foto-maratona-fronte-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il Professor Fedele alla maratona contro la polio svoltasi nella primavera del 2013 a Roma.</figcaption></figure></div>



<p>Non è tanto importante chiudere alle 22 o alle 23 ma <strong>evitare le concentrazioni di persone</strong>, gli assembramenti e facilitare la comprensione e l&#8217;adeguamento a queste disposizioni da parte della popolazione.</p>



<p>Come detto prima tutti noi auspichiamo a breve il raggiungimento dell&#8217;immunità di gregge ma<strong> trattiamo gli italiani non come pecore</strong>. Aiutiamoli con una comunicazione corretta e partecipata ad una sempre maggiore consapevolezza e matura responsabilizzazione, frutto di<strong> progresso civile e culturale.</strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/25-aprile-2021-liberazione-del-covid/">25 Aprile 2021: Liberazione del COVID?</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le scelte economiche in Medicina</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/scelte-economiche-in-medicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 16:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=301</guid>

					<description><![CDATA[<p>EBM: Evidence-based medicine o Economic-based medicine Da qualche anno questo è il titolo di un seminario che tengo agli studenti di medicina. Il seminario è volto a informare sui cambiamenti dell&#8217;impostazione medica degli ultimi decenni basati sulle evidenze che derivano dai grandi trial internazionali più che sulle esperienze personali e su ragionamenti esclusivamente fisiopatologici. Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/scelte-economiche-in-medicina/">Le scelte economiche in Medicina</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">EBM: <strong>Evidence-based medicine o Economic-based medicine</strong></h2>



<p>Da qualche anno questo è il titolo di un seminario che tengo agli studenti di medicina. Il seminario è volto a informare sui cambiamenti dell&#8217;impostazione medica degli ultimi decenni basati sulle evidenze che derivano dai grandi trial internazionali più che sulle esperienze personali e su ragionamenti esclusivamente fisiopatologici. Nel seminario sottolineo come<strong> evidenza non significhi verità</strong>, come i risultati della ricerca vadano analizzati con spirito critico e attualizzati nel contesto della singola condizione clinica del paziente. </p>



<p>Inoltre, richiamo l&#8217;attenzione sui rischi dell&#8217;influenza <strong>economica </strong>in ambito medico, rappresentati principalmente da:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>l&#8217;<strong>aziendalizzazione</strong> del nostro sistema sanitario;</li><li>le pressioni dell&#8217;<strong>industria farmaceutica e di device</strong> per l&#8217;inserimento di preparati e/o prodotti nel contesto delle linee guida.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia in una pandemia?</h2>



<p>Ritengo che le considerazioni svolte nel seminario assumano in questo periodo di pandemia da Covid una rinnovata attualità con ampiamento della dinamica evidenza-economia alla politica. </p>



<h3 class="wp-block-heading">I vaccini AstraZeneca</h3>



<p>Andiamo ad analizzare quello che sta succedendo nel settore dei vaccini anti-Covid e più nello specifico per i vaccini AstraZeneca. Sappiamo che un grosso problema della vaccinazione di massa è l’<strong>approvvigionamento</strong>: le dosi, soprattutto in Europa, scarseggiano. E allora si cercano stratagemmi politici per sopperire a tale carenza aldilà delle evidenze scientifiche. </p>



<p>Possiamo allungare l&#8217;<strong>intervallo tra prima e seconda dose</strong> oltre i 21 giorni canonici previsti nei trial e che hanno dato i documentati risultati di efficacia? Le evidenze direbbero di no, ma i governi sono propensi a farlo. Possiamo somministrare AstraZeneca ai<strong> soggetti di età superiore a 55 anni</strong>? I trial non danno risposta a questa domanda perché gli studi con vaccino AstraZeneca hanno testato soltanto nel 2/3% dei casi popolazione di età superiore a 55 anni. Eppure anche in Italia, con il beneplacito delle agenzie regolatorie, per sopperire alla mancanza di vaccini Pfizer, si è sia autorizzata la somministrazione di AstraZeneca agli over 55.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I rapporti tra scienza e politica</h3>



<p>I rapporti scienza-politica hanno dimostrato tutta la loro criticità in termini di chiarezza e di distinzione dei ruoli nella vicenda dell&#8217;interruzione delle vaccinazioni AstraZeneca deliberata dalla Germania e seguita a ruota dalla Francia e dall&#8217;Italia, senza che l’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) avesse evidenziato situazioni particolari di pericolosità. Allora: scelta politica per non perdere consensi? Oppure scelta economica per favorire un vaccino nei confronti di un altro meno costoso e più maneggevole? Come vedete gli interrogativi rimangono. </p>



<p>Possiamo solo augurarci che gli organi istituzionali deputati alle valutazioni scientifiche siano preservati nella loro autonomia ed indipendenza <strong>senza interferenze di tipo economico e politico</strong>. Ognuno svolga il ruolo che gli è proprio, scienziato, industriale, politico, senza deleterie complicità che compromettono la credibilità delle rispettive istituzioni di appartenenza e che rappresentano la variante del virus più pericolosa perché rischia non solo di perpetuare questa pandemia ma, soprattutto, di minare le fondamenta scientifico-culturali della medicina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/scelte-economiche-in-medicina/">Le scelte economiche in Medicina</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scompenso cardiaco: strumento innovativo al Policlinico Umberto I</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/scompenso-cardiaco-strumento-innovativo-al-policlinico-umberto-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 21:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=293</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pubblicata oggi su Il Messaggero una intervista al Prof. Fedele relativa a uno strumento innovativo per la cura dei pazienti con scompenso cardiaco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/scompenso-cardiaco-strumento-innovativo-al-policlinico-umberto-i/">Scompenso cardiaco: strumento innovativo al Policlinico Umberto I</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pubblicata oggi su Il Messaggero una <a href="https://www.ilmessaggero.it/scienza/scompenso_cardiaco_strumento_innovativo_al_policlinico_umberto_i-5838021.html" data-type="URL" data-id="https://www.ilmessaggero.it/scienza/scompenso_cardiaco_strumento_innovativo_al_policlinico_umberto_i-5838021.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista al Prof. Fedele relativa a uno strumento innovativo per la cura dei pazienti con scompenso cardiac</a><a href="http://Scompenso cardiaco: strumento innovativo al Policlinico Umberto I">o</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/scompenso-cardiaco-strumento-innovativo-al-policlinico-umberto-i/">Scompenso cardiaco: strumento innovativo al Policlinico Umberto I</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dati di mortalità e insegnamenti per la vita</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/dati-di-mortalita-e-insegnamenti-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 09:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stetoscopioparlante.it/?p=289</guid>

					<description><![CDATA[<p>Superata quota 100.000 morti L’ISTAT ha recentemente pubblicato il documento “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020” in cui vengono analizzati i numeri dei decessi in Italia nel 2020 e confrontati con quelli degli anni precedenti. In Italia nel 2020 ci sono stati 746.146 decessi, 100.526 decessi annui in più rispetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/dati-di-mortalita-e-insegnamenti-per-la-vita/">Dati di mortalità e insegnamenti per la vita</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading">Superata quota 100.000 morti</h2>



<p>L’ISTAT ha recentemente pubblicato il <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/03/Report_ISS_Istat_2020_5_marzo.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento </a>“Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020” in cui vengono analizzati i numeri dei <strong>decessi in Italia nel 2020</strong> e confrontati con quelli degli anni precedenti.</p>



<p>In Italia nel 2020 ci sono stati 746.146 decessi, 100.526 decessi annui in più rispetto alla media 2015-2019 con un <strong>aumento del 15,6%</strong>. &nbsp;Nei primi due mesi dell’anno il numero di morti è stato in realtà più basso rispetto alla media, mentre analizzando i numeri da marzo a dicembre, quindi da quando il virus ha iniziato a circolare nel nostro Paese, l’eccesso di mortalità è di 108.178 decessi che rappresentano un aumento del 21%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mortalità non solo COVID</strong></h2>



<p>Nel rapporto dell’ISTAT viene fornito anche il numero di decessi per COVID che è di 75.891 sempre nel periodo tra il mese di febbraio e il 31 dicembre 2020. I 32.287 decessi di differenza non riguardano solo il COVID, ma vanno ricondotti a un insieme di pazienti con altre patologie (quelle cardiovascolari e oncologiche in primis) che non sono stati adeguatamente trattati a causa della riduzione dell’operatività degli ospedali determinata dal COVID.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mortalità: confronto con altre nazioni</h2>



<p>Nel documento dell’ISTAT vengono citati anche dati pubblicati dall’Eurostat sull’eccesso di mortalità di altri paesi europei. Confrontando questi dati possiamo notare come l’eccesso del 15% della mortalità in Italia sia <strong>inferiore </strong>rispetto a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Spagna (23,6%)</li><li>Belgio (20,8%) </li><li>Polonia (23,2%) </li></ul>



<p>ma decisamente <strong>superiore </strong>rispetto a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Francia (13,2%)</li><li>Germania (7%)</li><li>Olanda (14,7%) </li><li>Portogallo (13,9%).</li></ul>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Queste differenze tra i Paesi possono essere spiegate dalla rapidità di diffusione della prima ondata in alcuni Paesi, dalla velocità di diffusione e dalle diverse misure di contenimento e mitigazione intraprese; resta tuttavia importante anche la struttura per età delle popolazioni, con i Paesi più “anziani” maggiormente penalizzati.”</p><cite>ISTAT</cite></blockquote>



<p>Queste motivazioni, modalità di diffusione e anzianità della popolazione, sono state più volte riprese dagli organi di stampa. <strong>Siamo sicuri che non ci sia dell&#8217;altro?</strong></p>



<p>Nel nostro Paese l’aspettativa di vita è una delle più alte di tutti i paesi dell’Unione Europea e questo può quindi spiegare in parte questo eccesso di mortalità. Ma sarebbe da ingenui pensare che sia solamente questo il motivo e non cogliere questa occasione per capire<strong> i problemi che attanagliano il nostro Sistema Sanitario Nazionale</strong> e per provare a risolverli.</p>



<p>L’eccesso di mortalità si è concentrato nelle Regioni del Nord Italia: lì il virus ha circolato maggiormente. Ma possiamo anche affermare che questo eccesso di mortalità è anche conseguenza del <strong>fallimento del sistema di strutture</strong> privato-accreditato maggiormente rappresentato in alcune regioni (vedi Lombardia) che non è stato in grado di reggere alla grande ondata di malati e provocando quindi una carenza nelle cure assistenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Criticità del nostro Sistema Sanitario Nazionale</strong></h2>



<p>A livello nazionale, <strong>il Sistema Sanitario ha pagato anni di tagli di risorse e di personale che lo hanno indebolito gradualmente e reso più vulnerabile all’attacco di questa pandemia</strong>. Nonostante questo, il nostro Sistema Sanitario è stato comunque in grado di gestire questa ondata di malati. </p>



<p>Lo ha fatto attraverso <strong>la riorganizzazione e lo sfruttamento di strutture ospedaliere pubbliche</strong> come il nostro <a href="http://www.policlinicoumberto1.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Policlinico</a>, che con la loro struttura a padiglioni fisicamente separati tra loro presenta una struttura particolarmente adeguata alla gestione di questi malati infettivi. </p>



<p>Appare però evidente come il nostro Sistema Sanitario non può e non deve essere abbandonato ma necessiti di<strong> continui e importanti investimenti </strong>per mantenere elevata la qualità che da sempre lo contraddistingue a livello mondiale.</p>



<p>Altro fattore è stata la totale mancanza di <strong>organizzazione e potenziamento della “medicina del territorio”</strong> con una adeguata gestione domiciliare del paziente per ridurre il numero di pazienti che afferisce agli ospedali, determinando un intasamento degli stessi. Solo oggi dopo ormai un anno dall’insorgenza della pandemia il Presidente del Consiglio ha deciso di puntare fortemente su un potenziamento delle cure domiciliare in modo da evitare l’intasamento degli ospedali, perché ricordiamo che la battaglia si vince combattendo porta a porta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Campagna vaccinale: utilizzo appropriato del personale</strong></h2>



<p>Nella battaglia al COVID un&#8217;arma sicuramente potente che abbiamo tra le mani è quella dei vaccini. Riguardo alla somministrazione degli stessi è <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4188" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizia </a>di questi giorni dell’accordo tra il Ministero della Salute e gli specializzandi per il loro arruolamento nella somministrazione dei vaccini. Ma non sarebbe meglio <strong>investire sull’utilizzo di infermieri professionali</strong>, laureati in scienze infermieristiche, per la somministrazione di vaccini che non è altro che una semplice puntura sottocutanea?</p>



<p>Il ruolo del medico nel <strong>supporto ai pazienti vaccinati</strong> è sicuramente fondamentale nel controllare eventuali reazioni allergiche, che seppure molto rare, possono presentarsi nei pazienti sottoposti al vaccino. Ma per fornire questo supporto il numero di medici specializzandi necessario sarebbe decisamente inferiore rispetto al loro utilizzo per somministrare vaccini, evitando di scoprire reparti ospedalieri da specializzandi che possono essere utili nel gestire pazienti con altre patologie gravi come quelle cardiovascolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nostri morti siano di insegnamento</strong></h2>



<p>I dati forniti dall’ISTAT pertanto sono un buon punto di partenza per analizzare le criticità del nostro Sistema Sanitario messo a dura prova dalla pandemia in atto. Speriamo di aver imparato la lezione e che i dati di mortalità che ogni giorno vengono scanditi da “bollettini di guerra” riscattino le vittime attraverso azioni volte al potenziamento dell’assistenza sanitaria pilastro insieme all’istruzione e alla cultura di un Paese civile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/dati-di-mortalita-e-insegnamenti-per-la-vita/">Dati di mortalità e insegnamenti per la vita</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
