Il Nobel per la fisica 2021 a Giorgio Parisi

L’Università La Sapienza: una storia da Nobel

Un’indimenticabile pagina della storia dell’Università La Sapienza è stata scritta lo scorso 5 ottobre 2021. Il premio Nobel per la fisica è stato conferito a Giorgio Parisi, fisico ed accademico romano, nonché docente ordinario di fisica teorica, teorie quantistiche, fisica statistica, probabilità della nostra università. Un evento straordinario che ha aperto una finestra non solo sul mondo della ricerca, che da sempre costituisce il motore della nostra attività quotidiana, ma anche sulla reputazione di cui l’Università La Sapienza gode nel panorama nazionale ed internazionale.

Chi è davvero l’Università La Sapienza

Una reputazione che ha radici molto lontane. Spesso, fuorviati dall’attenzione dei media alle altre università romane, dimentichiamo che La Sapienza è la più antica università di Roma, e la più grande in Europa. A partire dal 1303, anno della sua fondazione, è stata madre di diversi celebri premi Nobel. Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi, entrambi titolari di una cattedra nel nostro ateneo, e innumerevoli docenti illustri, da Niccolò Copernico ad Aldo Moro. Giorgio Parisi, con i suoi studi sui sistemi complessi e la scoperta dell’interazione tra disordini e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria, è stato in grado di erigere un piedistallo nella storia dell’Università da cui far sentire la propria voce.

Cosa c’è dietro un grande successo

È sempre importante ricordare che dietro ogni grande successo c’è un grande gruppo di lavoro. Sono più di 350 i collaboratori e gli studenti che hanno lavorato per la realizzazione degli studi di Parisi. Il lavoro in team, assieme al forte contributo dell’Università alla ricerca tramite il supporto formativo, la promozione di bandi e la disposizione delle strutture più innovative, ha garantito all’Ateneo la collocazione ai primi posti in Italia nei principali ranking universitari mondiali per la qualità della ricerca e della didattica e per la dimensione internazionale.

Diversi, ma con lo stesso cuore

Un lavoro di squadra a tutti i livelli che fa sentire vicini i nostri dipartimenti. Centinaia di specializzandi ogni anno scelgono La Sapienza per la loro formazione medica, parte dei quali è nel nostro dipartimento di scienze cardiovascolari. Che, a ben voler guardare, ha molto in comune con la fisica. La conoscenza delle grandi leggi fisiche che regolano la funzione cardiaca è alla base della comprensione della fisiopatologia, con cui ogni giorno ci confrontiamo. I principi fisici di acquisizione delle immagini diagnostiche ci permettono di fare rilevazioni sempre più precise e valutazioni più complesse.

Uno spunto di riflessione

L’augurio più grande è che i nostri studenti riflettano su questo avvenimento e ne prendano ispirazione. ‘Non è da tutti avere un Nobel in dipartimento’, dice uno degli studenti di Parisi. Ricordiamoci che La Sapienza non ha una storia ‘da tutti’. E che l’opportunità offerta dalla Sapienza, se incontra la preparazione, può essere l’inizio di una grande storia.