Medici in visione

Allarme varianti Covid: attenzione anche alla “variante” Medicina.

La Medicina è da sempre considerata una scienza nobile; d’altronde, cosa abbiamo di più prezioso della nostra salute? 

Specialmente nell’ultimo anno, con l’avvento della pandemia del Covid, tutti noi ci siamo resi conto ancora una volta di quanto sia importante la medicina. Anche questa scienza, come altre, trova le fondamenta su un insieme di conoscenze apprese grazie a ricerche e studi che permettono di lavorare su dati scientifici certi

La Evidence Based Medicine

Questo è il concetto a fondamento della “Evidence-Based Medicine”, ossia la medicina basata sulle evidenze. Nel contesto della pratica clinica, questa idea di medicina ci permette di avere linee guida che sfruttano i dati di numerosi studi e ricerche al fine di prendere le decisioni più adeguate per i nostri pazienti. La presenza di queste linee guida permette inoltre ai pazienti di avere fiducia nella medicina. Ogni atto medico cui sono sottoposti, infatti, viene eseguito poiché la sua efficacia è stata studiata e provata.

Purtroppo però questa idea di Medicina ogni tanto viene a mancare. 

E se sospendessimo la Evidence Based Medicine?

In questi giorni si discute della possibilità di aumentare l’intervallo di tempo tra la somministrazione della prima e della seconda dose del vaccino contro il Covid. Questa proposta si pone come obiettivo quello di poter somministrare la prima dose del vaccino nel minor tempo possibile al maggior numero possibile di cittadini. Questo è sicuramente un obiettivo importante per tutta la popolazione. Non possiamo non sottolineare però che l’idea di aumentare l’intervallo di tempo della somministrazione tra prima e seconda dose non sia stato provato negli studi clinici di registrazione dei vaccini e quindi questa decisione non si basi su nessun dato scientifico. 

Vaccinazione di Massa vs Metodo Scientifico

La vaccinazione di massa ci sta permettendo di sconfiggere gradualmente il Covid. Assistiamo infatti a una costante diminuzione dei casi, ma non possiamo permetterci di raggiungere questo traguardo attraverso una condotta che non rispetti le basilari regole della nostra medicina moderna. Riguardo a questo, solo uno studio, ancora non ufficialmente pubblicato, condotto dall’Università di Birmingham su 175 pazienti inglesi over 80, sembra dimostrare come un allungamento dell’intervallo di somministrazione del vaccino a 12 settimane provochi un livello più elevato di anticorpi dopo la seconda somministrazione.

Soltanto una volta che questo studio verrà confermato e ufficialmente pubblicato, potremmo essere d’accordo a ritardare la somministrazione della seconda dose del vaccino; ma fino ad allora non possiamo non catalogare questa scelta come una scelta politica priva di fondamento scientifico. Un tale atteggiamento, anche se nell’immediato potrebbe anche portare vantaggi alla popolazione, riteniamo che alla lunga contribuirebbe a far perdere fiducia nella medicina: questo sì che sarebbe una grande sconfitta.

Niente terrorismo psicologico!

Anche per quanto riguarda le interviste e uscite pubbliche su giornali e televisioni di medici che rivestono ruoli prestigiosi in ospedali o università, bisogna ribadire che ogni affermazione deve sempre essere basata su dati scientifici. Ho letto un’intervista di una nota collega in cui la stessa dichiarava che “arriverà una nuova pandemia”. Queste affermazioni, che non sono basate su nessun dato certo, creano solamente terrorismo psicologico e determinano una graduale sfiducia nei medici e nella medicina.

Metodo scientifico vuol dire fiducia medico-paziente

Il medico riveste il ruolo di curare la persona: per questo è fondamentale che le giuste decisioni terapeutiche si inseriscano in un contesto di rapporto di fiducia medico-paziente. Ampliando questo pensiero è importante continuare a far sì che i cittadini abbiano fiducia nella medicina e nella classe medica. Scelte e situazioni come quelle che abbiamo vissuto in queste settimane rischiano di far perdere questa fiducia

Siamo scienziati, non maghi.

Per concludere, ho recentemente letto un trafiletto apparso su una conosciutissima testata giornalistica che rilevava il pericolo non tanto delle varianti del virus, quanto della “variante” della medicina e degli scienziati. Ieri, visitando una mostra a Sutri, mi sono imbattuto in questo dipinto di Casimiro Piccolo “I maghi della visione”, in copertina all’articolo. Facciamo in modo, noi medici e scienziati, di non variare per assumere le sembianze dei personaggi del quadro. Penso che questo sia l’augurio migliore che servirà a proteggere e salvaguardare la validità e l’efficacia della Scienza Medica.