Green Pass: è fondamentale ma servono regole chiare

Negli ultimi giorni è stato documentato un aumento dell’rT a livello nazionale: questo dato comporta un aumento dei contagi da Covid, ma per fortuna non correlato, per il momento, ad un aumento dei ricoveri negli ospedali e soprattutto dei decessi. 

Aumento dei contagi: sì, ma…

Questa situazione è molto differente rispetto al recente passato, merito della importante campagna vaccinale eseguita. L’aumento dei contagi, va detto, è anche dovuto a comportamenti non di certo corretti della popolazione, vedi ad esempio, i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale italiana di calcio agli europei. Questi comportamenti potevano forse essere evitati soprattutto considerando che tante categorie, come i ristoratori e gli albergatori, hanno sofferto e stanno ancora soffrendo di chiusure e regole ferree che mettono a rischio le loro attività. 

I problemi medici del Green Pass

E’ di estrema attualità l’introduzione del Green Pass, documento che permetterebbe una maggiore libertà di movimento e la possibilità di ripresa di una vita sociale pressoché normale. Secondo le regole attuali il Green Pass viene rilasciato circa 48 ore dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino, quindi anche a chi non ha completato il ciclo vaccinale. Ma ricordiamo che, come dimostrano gli studi di registrazione di questi vaccini, solo dopo la somministrazione di due dosi del vaccino si è immunizzati verso il Covid. Dopo la somministrazione di una dose la copertura è di soltanto circa il 50%, una possibilità su due, come il lancio di una monetina. Appare evidente quindi come questa scelta di fornire il green pass a chi ha eseguito una sola dose di vaccino sia fondata più su basi politiche che su basi mediche. Le conoscenze medico-scientifiche vengono quindi messe in secondo piano rispetto a scelte politico-economiche, come purtroppo già successo più di una volta dall’inizio di questa pandemia, con risultati non ottimali dal punto di vista della salute pubblica.

I lati positivi sul Green Pass

Tuttavia la creazione del Green Pass ha sicuramente dei risvolti positivi. Se infatti, secondo la normativa vigente, non si possono “obbligare” i cittadini a vaccinarsi (anche questo discutibile), con il Green Pass viene permesso a chi si è vaccinato o parzialmente vaccinato di tornare ad avere una vita pressoché normale. Il documento Green Pass fa sì che i non-vaccinati limitino i loro potenziali effetti negativi sul contagio e sulla salute pubblica. Non dobbiamo dimenticare infatti che, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute ancora 2 milioni di over 60 non sono vaccinati: il contagio di queste persone rischierebbe di far aumentare il numero di ricoveri e di decessi. Non è quindi ancora arrivato il momento di abbassare la guardia né di prendere scelte sbagliate che potrebbero vanificare gli sforzi fatti fino adesso. Non ripetiamo l’errore dell’estate scorsa perché per debellare definitivamente questa Pandemia abbiamo bisogno tutti di adottare comportamenti igienico-sanitari corretti con la massima responsabilizzazione personale.