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	<title>Covid-19 Archivi - Lo Stetoscopio Parlante</title>
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	<description>La voce di Francesco Fedele</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Jul 2022 14:05:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Covid-19 Archivi - Lo Stetoscopio Parlante</title>
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	<item>
		<title>La mia opinione sulla polemica Bassetti-Parisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 14:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Stetoscopio Parlante non posso non intervenire sulla polemica sollevata dal Professor Matteo Bassetti nei confronti del Premio Nobel Giorgio Parisi. Per sminuire l’affermazione del Premio Nobel sulla necessità di continuare ad utilizzare le mascherine il Professor Bassetti ha dichiarato: “Il Nobel Parisi dice che è  assurdo ridurre l’obbligo della mascherina. Io penso che  l’oscillazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/la-mia-opinione-sulla-polemica-bassetti-parisi/">La mia opinione sulla polemica Bassetti-Parisi</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/07/bassetti2-1024x576.png" alt="" class="wp-image-686" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/07/bassetti2-1024x576.png 1024w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/07/bassetti2-300x169.png 300w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/07/bassetti2-768x432.png 768w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/07/bassetti2.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Da Stetoscopio Parlante non posso non intervenire sulla <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/07/covid-e-mascherine-linfettivologo-matteo-bassetti-in-polemica-con-il-premio-nobel-giorgio-parisi--481427c8-a500-43ee-94b1-d96b40d6a452.html">polemica sollevata dal Professor Matteo Bassetti </a>nei confronti del Premio Nobel Giorgio Parisi.</p>



<p>Per sminuire l’affermazione del Premio Nobel sulla necessità di continuare ad utilizzare le mascherine il Professor Bassetti ha dichiarato:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Il Nobel Parisi dice che è  assurdo ridurre l’obbligo della mascherina. Io penso che  l’oscillazione del neutrino<br>non sia un fenomeno quantomeccanico per cui un neutrino, creato con un certo sapore, non può assumere un sapore diverso al passare del tempo. È la mia opinione”.</em></p></blockquote>



<p>Il Professor Bassetti fa della facile ironia per dire che, come lui non si intromette in questioni di fisica, allo stesso modo il Professor Parisi dovrebbe evitare di intervenire nel campo medico.<br>Ma il punto non è questo: se vogliamo fare una informazione e formazione corretta, dobbiamo far riferimento alle diverse angolazioni prospettiche da cui si esamina e valuta un fenomeno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Questione di punti di vista</h2>



<p>Nel caso in oggetto, se il punto di vista è esclusivamente socio-politico è chiaro che il non allarmante numero di ricoveri ordinari e in terapia<br>intensiva con relativo scarso stress sul Sistema Sanitario Nazionale inducono ad essere permissivi e a sottovalutare l&#8217;utilizzo di misure precauzionali anti-Covid. </p>



<p>Se però cambiamo punto di vista e consideriamo strettamente l&#8217;ambito medico-sanitario sicuramente preoccupa l&#8217;aumento dei contagi con conseguente coinvolgimento della popolazione e aumento della mortalità nelle persone più fragili. </p>



<p>Da questo punto di vista sembra almeno di buon senso continuare a raccomandare l&#8217;uso di mascherine per contenere la pandemia e cercare di limitare al massimo la mortalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inversione di ruoli</h2>



<p>A questo punto desidero sottolineare che in questo scontro dialettico si sono invertiti i ruoli: il Premio Nobel, da fisico (quindi più vicino al mondo della statistica e della salute pubblica) adotta una posizione da medico, preoccupato della salute anche del singolo, mentre il Professor Bassetti, seppur medico, indossa gli abiti del politico e quindi attento più alla sostenibilità del sistema che alla salute del singolo.<br> </p>



<p>Infine mi sento di suggerire al Professor Bassetti, assurto alla ribalta mediatica durante questa pandemia, di assumere un atteggiamento più umile e rispettoso nei confronti di chi per carriera accademica e scientifica ha raggiunto il massimo riconoscimento mondiale in campo scientifico.</p>



<p>Francesco Fedele</p>
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		<item>
		<title>Il prof. Fedele a Radiosei: ascolta l’intervista</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/intervista-fedele-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Fedele è stato ospite di Radiosei il 7 aprile 2022 per parlare del futuro della pandemia e della possibilità della quarta dose ma anche della prevenzione cardiologica in ambito sportivo e non. L’intervista, della durata di un quarto d’ora, è disponibile per l’ascolto qui:</p>
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<p>Francesco Fedele è stato ospite di Radiosei il 7 aprile 2022 per parlare del futuro della pandemia e della possibilità della quarta dose ma anche della prevenzione cardiologica in ambito sportivo e non.</p>



<p>L’intervista, della durata di un quarto d’ora, è disponibile per l’ascolto qui:</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/04/Intervista-Radiosei-Fedele-7_4_22.mp3"></audio></figure>
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		<title>Il Caso Djokovic</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/djokovic-australia-pandemia-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 13:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso Djokovic è emblematico di come l’aberrante intersezione tra scienza, politica, “media” e interessi economici rappresenti in questo momento la cassa di risonanza che amplifica gli effetti deleteri della pandemia che stiamo vivendo.  Ma andiamo con ordine. Djokovic e i Vaccini Per prima cosa, mi sembra censurabile la posizione di Djokovic che fin dall’aprile [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img decoding="async" width="1024" height="767" src="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018-1024x767.jpeg" alt="" class="wp-image-636" srcset="https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018-1024x767.jpeg 1024w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018-300x225.jpeg 300w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018-768x575.jpeg 768w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018-1536x1150.jpeg 1536w, https://www.stetoscopioparlante.it/wp-content/uploads/2022/01/1600px-Novak_Djokovic_Queens_Club_2018.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il caso Djokovi</strong>c è emblematico di come l’aberrante intersezione tra <strong>scienza, politica, “media” e interessi economici rappresenti</strong> in questo momento la cassa di risonanza che amplifica gli effetti deleteri della pandemia che stiamo vivendo. </p>



<p>Ma andiamo con ordine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Djokovic e i Vaccini</h3>



<p> Per prima cosa, mi sembra censurabile la posizione di <strong>Djokovic che<a href="https://www.theguardian.com/sport/2020/apr/19/novak-djokovic-coronavirus-covid-19-vaccination-tennis"> fin dall’aprile 2020</a>, si dichiara apertamente contrario al vaccino contro Sars-Cov2. </strong>Una personalità sportiva come la sua, in netta controtendenza rispetto alle evidenze scientifiche, riesce a provocare notevole danno, influenzando negativamente milioni di suoi ammiratori. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La Situazione con il Governo Australiano</h3>



<p>Dalle informazioni a disposizione, non si capisce con precisione <strong>quale sia la documentazione richiesta dal governo australiano</strong> per l’ingresso nel Paese, e quali siano i documenti presentati da Djokovic a dimostrazione di una sua esenzione medica. Sta di fatto che la mancata chiarezza tra le disposizioni legislative e la documentazione medica presentata con l’interdizione a Djokovic di entrare nel Paese ha avuto l’unico risultato di distorcere la realtà <strong>facendo assumere a Djokovic il ruolo di vittima </strong>e martire nel nome della libertà di autodeterminazione. E’ chiaro che dietro questa confusione tra normativa e certificazione prodotta, ruotano<strong> una serie di interessi economici alla base delle competizioni di tennis professionistiche. </strong></p>



<p><strong>Il governo australiano sicuramente ha commesso degli errori procedur</strong>ali evidenziati dal giudice che ha annullato la cancellazione del visto con rilascio immediato e restituzione del passaporto a Djokovic. Il braccio di ferro continua e a fronte di questo si schierano opinioni e tifoserie a favore dell’una o dell’altra parte. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le Conseguenze della Vicenda</h3>



<p>E’ dell’ultima ora<strong><a href="https://video.corriere.it/sport/djokovic-ammesso-australian-open-torna-ad-allenarsi-attesa-verdetto-finale/a7be7f4c-7452-11ec-b1bc-48c7246877a9"> l’ammissione di Djokovic</a> a partecipare al primo turno dell’Australian Open</strong> anche se il tennista rischia ancora l’espulsione dall’Australia.</p>



<p>Tutta questa vicenda a mio avviso non fa che danneggiare <strong>la gestione della grave e perdurante crisi sanitaria globale.</strong> Infatti un personaggio pubblico,  grande campione di tennis come Djokovic si fa paladino dei No vax e grazie al goffo atteggiamento del governo australiano viene assurto a martire delle imposizioni sanitarie. </p>



<p>In questa vicenda si perde di vista l’importanza di assicurare una corretta gestione della pandemia attraverso<strong> una comunicazione scientifica valida e comprensibile</strong> e norme di sanità pubblica che debbano  salvaguardare la libertà di autodeterminazione ma anche proteggere la comunità indipendentemente dai rumori di fondo delle fake news che circolano sui social e dall’influenza di<strong> interessi economici più o meno legittimi.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green Pass: è fondamentale ma servono regole chiare</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/green-pass-e-fondamentale-ma-servono-regole-chiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 14:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni è stato documentato un aumento dell’rT a livello nazionale: questo dato comporta un aumento dei contagi da Covid, ma per fortuna non correlato, per il momento, ad un aumento dei ricoveri negli ospedali e soprattutto dei decessi.&#160; Aumento dei contagi: sì, ma&#8230; Questa situazione è molto differente rispetto al recente passato, merito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi giorni è stato documentato <strong>un aumento dell’rT a livello nazionale</strong>: questo dato comporta un aumento dei contagi da Covid, ma per fortuna <strong>non correlato</strong>, per il momento, <strong>ad un aumento dei ricoveri </strong>negli ospedali e soprattutto dei decessi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aumento dei contagi: sì, ma&#8230;</h2>



<p>Questa situazione è molto differente rispetto al recente passato, <strong>merito della importante campagna vaccinale eseguita</strong>. L’aumento dei contagi, va detto, è anche dovuto a comportamenti non di certo corretti della popolazione, vedi ad esempio,<strong> i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale italiana</strong> di calcio agli europei. Questi comportamenti potevano forse essere evitati soprattutto considerando che tante categorie, come<strong> i ristoratori e gli albergatori</strong>, hanno sofferto e stanno ancora soffrendo di chiusure e regole ferree che mettono a rischio le loro attività.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi medici del Green Pass</h2>



<p>E’ di estrema attualità<strong> l’introduzione del Green Pass</strong>, documento che permetterebbe una maggiore libertà di movimento e la possibilità di ripresa di una vita sociale pressoché normale. Secondo le regole attuali il Green Pass viene rilasciato<strong> circa 48 ore dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino</strong>, quindi anche a chi non ha completato il ciclo vaccinale. Ma ricordiamo che, come dimostrano gli studi di registrazione di questi vaccini, <strong>solo dopo la somministrazione di due dosi </strong>del vaccino si è immunizzati verso il Covid. Dopo la somministrazione di una dose la copertura è di<strong> soltanto circa il 50%</strong>, una possibilità su due, come il lancio di una monetina. Appare evidente quindi come questa scelta di fornire il green pass a chi ha eseguito una sola dose di vaccino <strong>sia fondata più su basi politiche che su basi mediche.</strong> Le conoscenze medico-scientifiche vengono quindi messe in secondo piano rispetto a scelte politico-economiche, come purtroppo già successo più di una volta dall’inizio di questa pandemia,<strong> con risultati non ottimal</strong>i dal punto di vista della salute pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I lati positivi sul Green Pass</h2>



<p>Tuttavia la creazione del Green Pass ha sicuramente dei <strong>risvolti positivi</strong>. Se infatti, secondo la normativa vigente, non si possono “obbligare” i cittadini a vaccinarsi (anche questo discutibile), con il Green Pass viene permesso a chi si è vaccinato o parzialmente vaccinato di<strong> tornare ad avere una vita pressoché normale.</strong> Il documento Green Pass fa sì che<strong> i non-vaccinati limitino i loro potenziali effetti negativi </strong>sul contagio e sulla salute pubblica. Non dobbiamo dimenticare infatti che, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute ancora <strong>2 milioni di over 60 non sono vaccinati:</strong> il contagio di queste persone rischierebbe di far aumentare il numero di ricoveri e di decessi. <strong>Non è quindi ancora arrivato il momento di abbassare la guardia</strong> né di prendere scelte sbagliate che potrebbero vanificare gli sforzi fatti fino adesso. Non ripetiamo <strong>l’errore dell’estate scorsa</strong> perché per debellare definitivamente questa Pandemia abbiamo bisogno tutti di adottare comportamenti igienico-sanitari corretti con <strong>la massima responsabilizzazione personale.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quanto dura l’immunità da COVID-19? Oltre gli anticorpi.</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/immunita-anticorpi-e-linfociti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 07:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[immunità]]></category>
		<category><![CDATA[linfociti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra che finalmente stiamo vedendo la fine di questa emergenza sanitaria che va avanti da circa un anno mezzo determinata dall’avvento del Covid-19. Grazie ai soggetti vaccinati che stanno aumentando sempre più e al numero di paziente già infetti, la quota di nuovi contagiati scende progressivamente da diverse settimane. La domanda che però adesso viene [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sembra che finalmente <strong>stiamo vedendo la fine di questa emergenza sanitaria </strong>che va avanti da circa un anno mezzo determinata dall’avvento del Covid-19. Grazie ai soggetti vaccinati che stanno aumentando sempre più e al numero di paziente già infetti, la quota di nuovi contagiati scende progressivamente da diverse settimane. La domanda che però adesso viene spontanea è:<strong> per quanto durerà questa protezione immunitaria?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza degli anticorpi per la risposta immunitaria</h2>



<p>Come sapete il valore di riferimento che si cita spesso è <strong>la quantità di anticorpi che un soggetto possiede</strong>, sia quando presenti per una pregressa infezione, sia quando prodotti dopo la somministrazione del vaccino.&nbsp;</p>



<p>Ho letto <strong>una recente intervista al Prof. Saverio Parisi</strong>, ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Padova, che asserisce che i pazienti che hanno superato un’infezione da Covid presentano anticorpi anche dopo un anno. Questi dati sono ricavati su indagini sierologiche eseguite su operatori sanitari contagiati dal Covid nello scorso inverno. Il riscontro di anticorpi anche dopo un anno è sicuramente <strong>una notizia incoraggiante</strong> e possiamo supporre che gli stessi risultati si otterranno con la vaccinazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre gli anticorpi: le “cellule di memoria”</h2>



<p><strong>Ma c’è di più</strong>. La presenza degli anticorpi infatti non è l’unico sistema di protezione che possiede il nostro organismo. Infatti questi anticorpi vengono prodotti da<strong> linfociti B definiti cellule di memoria</strong>, poiché conservano la memoria di produrre anticorpi. Soggetti che presentano livelli ridotti o addirittura nulli di anticorpi potrebbero però conservare comunque queste cellule. Le quali sarebbero <strong>pronte a produrre nuovamente in tempi rapidissimi anticorpi in grado di neutralizzare il Covid.</strong></p>



<p>Da non dimenticare poi i linfociti T. Si dividono in linfociti T helper (che significa aiutanti) e <strong>linfociti T killer</strong> (che significa assassini), i quali possiedono la capacità di <strong>riconoscere le cellule dell’organismo infettate dal virus e distruggerle</strong> per impedire la replicazione di quest’ultimo. I pazienti infetti o vaccinati possono quindi <strong>contare anche su quest’arma</strong> in caso di un nuovo contatto con il virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Somministrare nuove dosi di vaccino?</h2>



<p>Pertanto quando andiamo a considerare la nostra risposta immunitaria sia naturale sia indotta dai vaccini<strong> non dobbiamo limitarci solamente alla valutazione degli anticorpi</strong>. Fondamentale è infatti anche alla risposta cellulare legata ai<strong> linfociti B e T. </strong></p>



<p>Si stanno accumulando evidenze che dimostrano <strong>una risposta immunitaria complessiva che perdura in circa il 90% dei casi per più di 8 mesi.</strong> Pertanto prima di parlare di <strong>ulteriori somministrazioni di dosi di vaccino</strong> aspettiamo i dati relativi a tutto l’assetto immunitario (anticorpi, linfociti B, linfociti T). Sperando che i dati preliminari permettano di confermare i tempi di durata della protezione verso il Covid-19 che <strong>ci impedisca di ricadere in una nuova emergenza sanitaria.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le nostre previsioni erano corrette</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/previsioni-fine-pandemia-corrette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 14:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I contagi scendono E’ sotto gli occhi di tutti l&#8217;andamento estremamente positivo dei numeri della pandemia in Italia. Il numero dei contagiati è sceso al di sotto dei 50 casi ogni 100.000 abitanti, il numero dei ricoveri in degenza ordinaria si è ridotto significativamente, il numero dei letti di terapia intensiva occupati è sotto i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">I contagi scendono</h4>



<p>E’ sotto gli occhi di tutti l&#8217;<strong>andamento estremamente positivo</strong> dei numeri della pandemia in Italia. Il <strong>numero dei contagiati è sceso</strong> al di sotto dei 50 casi ogni 100.000 abitanti, il numero dei ricoveri in degenza ordinaria si è ridotto significativamente, il numero dei letti di terapia intensiva occupati è sotto i 1000 e anche i morti non superano le 100 unità.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La giusta analisi dello Stetoscopio Parlante</h4>



<p>Vi ricordate le nostre <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/vis-sanatrix-naturae-la-fine-della-pandemia-e-vicina/">previsioni</a>? Risalgono al 14 aprile, appena prima del decreto governativo che prevedeva un parziale <strong>allentamento delle misure</strong> di lockdown. Analizzavamo la<strong> campagna vaccinale</strong>, che al tempo era ben avviata, seppure con qualche<strong> criticità di approvvigionamento</strong>. Ma consideravamo anche il numero di persone che verosimilmente erano venute<strong> a contatto con il virus</strong>, numero molto superiore ai contagiati ufficiali. Così abbiamo previsto questo andamento favorevole. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Quali erano le interpretazioni più diffuse</h4>



<p>Allora i cosiddetti “aperturisti” spingevano per la mitigazione del lockdown, soprattutto con <strong>motivazioni economiche</strong>. I virologi il 26 aprile prospettavano scenari drammatici, considerando la relativa lentezza della campagna vaccinale e l&#8217;<strong>avvento delle varianti</strong>. Nessuno ha fatto riferimento al gran numero di italiani, già allora intorno ai 20 milioni, che essendosi contagiati avevano acquisito una relativa<strong> immunità naturale</strong>. Questo dato è fondamentale perché ancora adesso mancano circa 36 milioni di italiani all&#8217;appello vaccinazione. Nonostante questo, l&#8217;epidemia si sta esaurendo a dimostrazione della correttezza della nostra analisi.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Lavorare per un&#8217;informazione scientifica corretta</h4>



<p>Abbiamo voluto ricordare questi fatti e questi dati non per sminuire la validità della campagna vaccinale, che riteniamo cardine basilare per sconfiggere l&#8217;infezione da Covid 19. L&#8217;obiettivo è sempre fornire una visione più corretta e più completa, anche da un <strong>punto di vista scientifico </strong>ed epidemiologico, su ciò che sta avvenendo. <strong>Conoscenza è scienza</strong>: solo la conoscenza e la considerazione di tutte le variabili di fenomeni complessi ci possono aiutare nella loro comprensione, permettendo un&#8217;informazione corretta. Sperando che tutta la popolazione, anche in periodi drammatici come quelli che stiamo vivendo, possa trarre benefici da una crescita culturale.</p>
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		<title>Vis Sanatrix Naturae: la fine della pandemia è vicina!</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/vis-sanatrix-naturae-la-fine-della-pandemia-e-vicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 09:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[immunità]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ passato ormai più di un anno dall’inizio della pandemia del Covid-19. Durante questo periodo abbiamo imparato a convivere con questo virus che ha stravolto la nostra vita quotidiana. Tra continue zone rosse, chiusure e limitazioni varie a cui siamo abituati, la fine di questa pandemia sembra non arrivare mai. Ma se guardiamo alla storia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ passato ormai <strong>più di un anno </strong>dall’inizio della pandemia del <strong>Covid-19</strong>. Durante questo periodo abbiamo imparato a convivere con questo virus che <strong>ha stravolto la nostra vita quotidiana</strong>. Tra continue zone rosse, chiusure e limitazioni varie a cui siamo abituati, la fine di questa pandemia sembra non arrivare mai.</p>



<p>Ma se guardiamo alla storia, vediamo che fin dall’antichità <strong>si sono verificate numerose pandemie</strong>, più o meno letali, ognuna con le sue caratteristiche di diffusione.<strong> Alla fine si sono sempre concluse</strong>, spesso spontaneamente, grazie alla <strong>capacità di sopravvivenza del genere umano.</strong></p>



<p>Pertanto, imparando da quanto accaduto in passato possiamo credere e sperare che anche questa pandemia finirà. L’interrogativo che si pone è <strong>quando e come.</strong> Per rispondere andiamo ad analizzare <strong>alcuni dati</strong> e cerchiamo di fare delle previsioni attendibili che realisticamente confortino <strong>una speranza di conclusione relativamente prossima.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Casi accertati e casi reali: un terzo degli italiani sono entrati in contatto col virus?</strong></h2>



<p>Il totale dei contagiati in Italia è di quasi<strong> 3.800.000 persone</strong>, tra guariti, decessi e persone ancora contagiate. Questo numero se pur non bassissimo evidenzia però come, rispetto ad una popolazione di circa <strong>60.000.000 di abitanti,</strong> ancora molte persone sembrerebbero non essere entrate in contatto con il virus.</p>



<p><strong>In realtà</strong>, come abbiamo sottolineato in alcuni precedenti articoli<strong> il numero dei contagiati è decisamente sottostimato</strong>. Infatti sono state eseguite diverse indagini epidemiologiche tramite esecuzione di test sierologici che hanno evidenziato come in realtà il numero di persone già entrate in contatto con il virus sia molto più alto, <strong>circa 6 volte di più</strong>.</p>



<p>Possiamo quindi<strong> ipotizzare che il vero numero</strong> di persone già entrate in contatto con il virus sia vicino ai <strong>25 milioni,</strong> un numero decisamente più alto di quello comunicato.  Senza contare che l’indicatore R-t è stato tarato solo per tenere conto dei sintomatic. Quindi bisognerebbe tener conto anche della differenza tra <em>pauci sintomatici</em> e <em>asintomatici</em> (cosa realmente ambiziosa e impossibile senza una seria attività di tracking dei casi).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’aiuto dei <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/category/vaccini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vaccini</a></strong></h2>



<p>Senz’altro l’arma che più ci fa avere speranza nella vittoria sulla pandemia è sicuramente quella dei vaccini. In Europa, <strong>al primo posto nella campagna vaccinale è la Gran Bretagna</strong>. Qui hanno adottato la scelta “coraggiosa e sembrerebbe vincente” di vaccinare a tappeto con una prima dose Astrazeneca, cercando una via di fuga dal crescente numero di morti e di terapie intensive non appena sono comparse le prime varianti killer.</p>



<p><strong>L</strong>&#8216;<strong>Italia</strong> ha eseguito quasi<strong> 13 milioni di somministrazioni di vaccini: </strong>circa 4 milioni di persone hanno ricevuto già prima e seconda dose. Altri 5 milioni di persone hanno eseguito la prima dose e sono in attesa della seconda.</p>



<p>Sui media nazionali si parla molto di piano vaccinale con <strong>i numerosi problemi di approvvigionamento </strong>determinati dai tagli delle forniture da parte delle aziende farmaceutiche. Il nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo, ha dichiarato che <strong>l&#8217;obiettivo è raggiungere 500.000 somministrazioni al giorno.</strong> Non sappiamo se questo obiettivo, proprio a causa dei problemi di approvvigionamento e di organizzazione, potrà essere raggiunto. Tuttavia, <strong>anche considerando una media di circa 200.000 somministrazioni al giorno</strong> e quindi circa 1,5 milioni a settimana, da qui alla fine di luglio avremo altre 24 milioni di somministrazioni. Questo è meno della metà dell&#8217;obiettivo, ma porterà ad avere per <strong>fine luglio quasi 20 milioni di vaccinati.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Immunità per fine luglio?</strong></h2>



<p>Facendo un rapido calcolo <strong>per fine luglio,</strong> quindi tra persone vaccinate e persone che già sono entrate in contatto con il virus, <strong>dovremmo avere circa 45 milioni di individui che presentano in un modo o nell’altro immunità verso il virus</strong>.</p>



<p>Questo numero così alto, oltre <strong>il 70% della popolazione,</strong> permetterebbe di avere una scarsa circolazione del virus con una protezione anche verso quelle persone ancora non immuni al virus.</p>



<p>In altre parole avremmo raggiunto la cosiddetta<strong> immunità di gregge</strong>. Questo non significa l’assenza in assoluto di contagi, ma il ridimensionamento significativo della diffusione del virus fino a<strong> renderlo endemico-stagionale, così come accade per le forme influenzali.</strong></p>



<p>Questa previsione è tanto più attuale e carica di speranza in considerazione del travagliato iter vaccinale complicato proprio ieri dallo<strong> stop del vaccino Johnson &amp; Johnson.</strong></p>



<p>Ricordiamo che abbiamo considerato, con un lieve pessimismo, 200.000 somministrazioni al giorno invece delle 500.000 promesse dal commissario Figliuolo. In conclusione, <strong>sulla base di questi numeri e di questi calcoli</strong>, possiamo affermare che anche <strong>questa evenienza pandemica finirà presto.</strong></p>



<p>Nonostante i problemi di approvvigionamento e di organizzazione della campagna vaccinale, <strong>prevarrà la <em>vis sanatrix naturae</em></strong>, come dicevano gli antichi classici, ovvero <strong>la forza risanatrice della natura</strong>. Oppure, come più modernamente va di moda, <strong><em>la resilienza del genere Umano</em></strong><em>.</em></p>
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		<title>Dati di mortalità e insegnamenti per la vita</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/dati-di-mortalita-e-insegnamenti-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 09:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Superata quota 100.000 morti L’ISTAT ha recentemente pubblicato il documento “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020” in cui vengono analizzati i numeri dei decessi in Italia nel 2020 e confrontati con quelli degli anni precedenti. In Italia nel 2020 ci sono stati 746.146 decessi, 100.526 decessi annui in più rispetto [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading">Superata quota 100.000 morti</h2>



<p>L’ISTAT ha recentemente pubblicato il <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/03/Report_ISS_Istat_2020_5_marzo.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento </a>“Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020” in cui vengono analizzati i numeri dei <strong>decessi in Italia nel 2020</strong> e confrontati con quelli degli anni precedenti.</p>



<p>In Italia nel 2020 ci sono stati 746.146 decessi, 100.526 decessi annui in più rispetto alla media 2015-2019 con un <strong>aumento del 15,6%</strong>. &nbsp;Nei primi due mesi dell’anno il numero di morti è stato in realtà più basso rispetto alla media, mentre analizzando i numeri da marzo a dicembre, quindi da quando il virus ha iniziato a circolare nel nostro Paese, l’eccesso di mortalità è di 108.178 decessi che rappresentano un aumento del 21%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mortalità non solo COVID</strong></h2>



<p>Nel rapporto dell’ISTAT viene fornito anche il numero di decessi per COVID che è di 75.891 sempre nel periodo tra il mese di febbraio e il 31 dicembre 2020. I 32.287 decessi di differenza non riguardano solo il COVID, ma vanno ricondotti a un insieme di pazienti con altre patologie (quelle cardiovascolari e oncologiche in primis) che non sono stati adeguatamente trattati a causa della riduzione dell’operatività degli ospedali determinata dal COVID.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mortalità: confronto con altre nazioni</h2>



<p>Nel documento dell’ISTAT vengono citati anche dati pubblicati dall’Eurostat sull’eccesso di mortalità di altri paesi europei. Confrontando questi dati possiamo notare come l’eccesso del 15% della mortalità in Italia sia <strong>inferiore </strong>rispetto a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Spagna (23,6%)</li><li>Belgio (20,8%) </li><li>Polonia (23,2%) </li></ul>



<p>ma decisamente <strong>superiore </strong>rispetto a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Francia (13,2%)</li><li>Germania (7%)</li><li>Olanda (14,7%) </li><li>Portogallo (13,9%).</li></ul>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Queste differenze tra i Paesi possono essere spiegate dalla rapidità di diffusione della prima ondata in alcuni Paesi, dalla velocità di diffusione e dalle diverse misure di contenimento e mitigazione intraprese; resta tuttavia importante anche la struttura per età delle popolazioni, con i Paesi più “anziani” maggiormente penalizzati.”</p><cite>ISTAT</cite></blockquote>



<p>Queste motivazioni, modalità di diffusione e anzianità della popolazione, sono state più volte riprese dagli organi di stampa. <strong>Siamo sicuri che non ci sia dell&#8217;altro?</strong></p>



<p>Nel nostro Paese l’aspettativa di vita è una delle più alte di tutti i paesi dell’Unione Europea e questo può quindi spiegare in parte questo eccesso di mortalità. Ma sarebbe da ingenui pensare che sia solamente questo il motivo e non cogliere questa occasione per capire<strong> i problemi che attanagliano il nostro Sistema Sanitario Nazionale</strong> e per provare a risolverli.</p>



<p>L’eccesso di mortalità si è concentrato nelle Regioni del Nord Italia: lì il virus ha circolato maggiormente. Ma possiamo anche affermare che questo eccesso di mortalità è anche conseguenza del <strong>fallimento del sistema di strutture</strong> privato-accreditato maggiormente rappresentato in alcune regioni (vedi Lombardia) che non è stato in grado di reggere alla grande ondata di malati e provocando quindi una carenza nelle cure assistenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Criticità del nostro Sistema Sanitario Nazionale</strong></h2>



<p>A livello nazionale, <strong>il Sistema Sanitario ha pagato anni di tagli di risorse e di personale che lo hanno indebolito gradualmente e reso più vulnerabile all’attacco di questa pandemia</strong>. Nonostante questo, il nostro Sistema Sanitario è stato comunque in grado di gestire questa ondata di malati. </p>



<p>Lo ha fatto attraverso <strong>la riorganizzazione e lo sfruttamento di strutture ospedaliere pubbliche</strong> come il nostro <a href="http://www.policlinicoumberto1.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Policlinico</a>, che con la loro struttura a padiglioni fisicamente separati tra loro presenta una struttura particolarmente adeguata alla gestione di questi malati infettivi. </p>



<p>Appare però evidente come il nostro Sistema Sanitario non può e non deve essere abbandonato ma necessiti di<strong> continui e importanti investimenti </strong>per mantenere elevata la qualità che da sempre lo contraddistingue a livello mondiale.</p>



<p>Altro fattore è stata la totale mancanza di <strong>organizzazione e potenziamento della “medicina del territorio”</strong> con una adeguata gestione domiciliare del paziente per ridurre il numero di pazienti che afferisce agli ospedali, determinando un intasamento degli stessi. Solo oggi dopo ormai un anno dall’insorgenza della pandemia il Presidente del Consiglio ha deciso di puntare fortemente su un potenziamento delle cure domiciliare in modo da evitare l’intasamento degli ospedali, perché ricordiamo che la battaglia si vince combattendo porta a porta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Campagna vaccinale: utilizzo appropriato del personale</strong></h2>



<p>Nella battaglia al COVID un&#8217;arma sicuramente potente che abbiamo tra le mani è quella dei vaccini. Riguardo alla somministrazione degli stessi è <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4188" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizia </a>di questi giorni dell’accordo tra il Ministero della Salute e gli specializzandi per il loro arruolamento nella somministrazione dei vaccini. Ma non sarebbe meglio <strong>investire sull’utilizzo di infermieri professionali</strong>, laureati in scienze infermieristiche, per la somministrazione di vaccini che non è altro che una semplice puntura sottocutanea?</p>



<p>Il ruolo del medico nel <strong>supporto ai pazienti vaccinati</strong> è sicuramente fondamentale nel controllare eventuali reazioni allergiche, che seppure molto rare, possono presentarsi nei pazienti sottoposti al vaccino. Ma per fornire questo supporto il numero di medici specializzandi necessario sarebbe decisamente inferiore rispetto al loro utilizzo per somministrare vaccini, evitando di scoprire reparti ospedalieri da specializzandi che possono essere utili nel gestire pazienti con altre patologie gravi come quelle cardiovascolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nostri morti siano di insegnamento</strong></h2>



<p>I dati forniti dall’ISTAT pertanto sono un buon punto di partenza per analizzare le criticità del nostro Sistema Sanitario messo a dura prova dalla pandemia in atto. Speriamo di aver imparato la lezione e che i dati di mortalità che ogni giorno vengono scanditi da “bollettini di guerra” riscattino le vittime attraverso azioni volte al potenziamento dell’assistenza sanitaria pilastro insieme all’istruzione e alla cultura di un Paese civile.</p>
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		<title>L&#8217;epidemia dei virologi e degli epidemiologi</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/lepidemia-dei-virologi-e-degli-epidemiologi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 09:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virologi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volutamente ho usato il termine epidemia al posto di quello attualmente in voga di pandemia perché il fenomeno di cui parleremo è tipicamente italiano e non ha eguali a livello internazionale. Mi riferisco alla crescita esponenziale di esperti virologi, cui assistiamo da un anno, che continuamente fanno affermazioni che oscillano da prese di posizione o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p id="block-f942a2ff-1401-48e9-8186-15f7867fa40e">Volutamente ho usato il termine <em>epidemia</em> al posto di quello attualmente in voga di pandemia perché il fenomeno di cui parleremo è tipicamente italiano e non ha eguali a livello internazionale.</p>



<p id="block-7cb6a939-bb65-4b8f-8f2c-5f996dba1e4d">Mi riferisco alla <strong>crescita esponenziale di esperti virologi</strong>, cui assistiamo da un anno, che continuamente fanno affermazioni che oscillano da prese di posizione o estremamente ottimistiche (vedi quelle di inizio estate 2020) o estremamente pessimistiche quali quelle più recenti su cui torneremo tra poco.</p>



<p id="block-0feb3e58-949e-4085-9805-f9455acdee71">Mio padre era matematico e quando mi sono laureato in medicina insieme a mio fratello ingegnere mi prendevano a volte in giro definendomi lo &#8220;stregone&#8221; di casa, criticando provocatoriamente l&#8217;approccio del medico spesso poco analitico, più qualitativo che quantitativo e raramente fondato su numeri e dati certi.</p>



<p id="block-11ed8bb1-75ce-4d9f-9d25-7ad9cdfdd95d">Recentemente ho sempre più frequentemente ripensato a questo <em>sfottò</em>, sentendo frasi di chi afferma che per almeno altri due anni dovremo indossare le mascherine o che la riapertura delle scuole riaccenderà la curva dei contagi o ancora che l&#8217;unica soluzione è il lockdown totale. <strong>Tutte affermazioni gratuite senza supporto di dati e di numeri e senza una giustificazione rappresentata dal completamento delle affermazioni con il perché che le motivi.</strong> A queste affermazioni non basate su dati certi e documentabili viene dato ampio spazio sia sulla carta stampata sia sui media radiotelevisivi che non fanno altro che alimentare in tal modo emotività irrazionali più che fornire strumenti di giudizio adeguati e di crescita culturale alla popolazione.</p>



<p id="block-52714991-1a37-4dd9-a2fd-3cbf562a11a2">È vero che la pandemia è legata ad un virus e che gli epidemiologi studiano le sue modalità di trasmissione e diffusione ma nel concreto ci troviamo ad affrontare una malattia infettiva che sì colpisce i polmoni ma anche tutto l&#8217;organismo portando nei casi più gravi alla necessità di terapia intensiva. Nonostante questo vedete voi interpellati frequentemente anche&nbsp;altre categorie di medici specialisti come, ad esempio, infettivologi e/o anestesisti rianimatori che lavorano sul campo nel curare questi pazienti?</p>



<p id="block-2c366a4d-510a-4607-9fa0-a55a6a713462">Sicuramente centrale è il tema dei vaccini, della loro efficacia, della loro sicurezza, della loro distribuzione e delle priorità di somministrazione&nbsp;ma <strong>perché non si parla anche delle cure che possono essere attuate <em>domiciliarmente</em> nelle prime fasi di malattia e di altre strategie terapeutiche come quella degli anticorpi monoclonali che sembrano altrettanto promettenti ed efficaci?</strong></p>



<p id="block-a1907341-3f1d-4045-953d-79bf4e14871b">Sempre in tema di vaccini ampio spazio è stato dato a dicembre alle affermazioni degli amministratori delegati delle aziende produttrici, meno a chi potesse commentare, dati scientifici alla mano, i loro punti di forza e di debolezza. È possibile che abbiamo dovuto aspettare lo scontro AstraZeneca-Unione Europea per fare un po&#8217; di chiarezza sul relativo vaccino e solo adesso comunicare che non è adatto alle persone di età superiore ai 65 anni? I dati già a disposizione più di un mese fa indicavano chiaramente questa limitazione: infatti solo una percentuale bassissima di pazienti che hanno partecipato al trial aveva una età superiore ai 55 anni.</p>



<p id="block-1ef7acec-ff72-4fb9-9e2a-7b77c2076ce8">Come vedete le informazioni spesso ci sono, i dati e i numeri sono a disposizione per poter fornire corrette indicazioni e instaurare le appropriate strategie di contenimento e trattamento della pandemia. Laddove esiste incertezza, però, abbiamo l&#8217;umiltà di riconoscerla evitando affermazioni sensazionalistiche, capaci solo di destabilizzare la popolazione, ricordandoci tutti che siamo medici e non stregoni.</p>
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		<title>Con l’arrivo dei vaccini non trascuriamo la qualità del Sistema Sanitario Nazionale.</title>
		<link>https://www.stetoscopioparlante.it/con-larrivo-dei-vaccini-non-trascuriamo-la-qualita-del-sistema-sanitario-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lo Stetoscopio Parlante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 14:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni del 2020 sono iniziate in Italia le prime somministrazioni del vaccino contro il COVID-19. Questo risultato è stato reso possibile grazie ad enormi sforzi della comunità medica internazionale. Il vaccino è sicuramente un’arma molto potente nella lotta contro il COVID-19, specialmente nella prevenzione contro questa infezione. Ma, oltre alla prevenzione, non dimentichiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/con-larrivo-dei-vaccini-non-trascuriamo-la-qualita-del-sistema-sanitario-nazionale/">Con l’arrivo dei vaccini non trascuriamo la qualità del Sistema Sanitario Nazionale.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="has-text-align-left wp-block-heading">Negli ultimi giorni del 2020 sono iniziate in Italia le prime somministrazioni del vaccino contro il COVID-19. Questo risultato è stato reso possibile grazie ad enormi sforzi della comunità medica internazionale. Il vaccino è sicuramente un’arma molto potente nella lotta contro il COVID-19, specialmente nella prevenzione contro questa infezione. Ma, oltre alla prevenzione, non dimentichiamo quanto importante sia la cura di questa malattia. </h5>



<p>L’infezione determinata dal virus <strong>Covid-19</strong> ha provocato quadri patologici in precedenza sconosciuti con gravità e presentazione clinica molto diversi tra loro; questo ha determinato l’<strong>incapacità di tracciare una linea terapeutica unica</strong> da seguire a livello internazionale creando difficoltà nella gestione terapeutica. A questo vanno aggiunte le <strong>condizioni critiche</strong> in cui si sono trovati ad operare molti ospedali, specialmente per quanto riguarda il nord Italia, letteralmente travolti dallo tsunami di pazienti positivi al Covid 19. </p>



<p>Questi fattori hanno quindi creato delle “disparità” di trattamento e di esito della malattia nei pazienti. Più specificatamente <strong>quanto queste differenze di approccio terapeutico che includono senz’altro la qualità delle cure hanno influenzato la mortalità dei pazienti affetti da COVID?</strong></p>



<p>Dobbiamo registrare, purtroppo, che<strong> il numero di morti per milione di abitanti e per numero di contagiati nel nostro Paese è tra i più alti nel mondo.</strong> Sono state addotte diverse spiegazioni che fanno riferimento soprattutto all’età media della nostra popolazione e alla maggior presenza di comorbidità nei nostri pazienti. Ma queste spiegazioni non sono sufficienti e l’interrogativo, che da medico mi pongo, relativo all’influenza del fattore qualità delle cure rimane e, come chi mi segue sa bene, mi tormenta da diverso tempo. </p>



<p>Lavorando sul campo so quanto sia importante in ogni caso inquadrare la condizione clinica del paziente ed effettuare una valutazione pluriparametrica strumentale per cercare di personalizzare la terapia e fare la cosa giusta al momento giusto. Una conferma sui miei dubbi e uno spiraglio conoscitivo l’ho trovato imbattendomi su un articolo pubblicato su <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2774572">JAMA Internal Medicine</a> dal titolo “Variation in US Hospital Mortality rates for patients admitted with COVID-19 during the first 6 months of the pandemic”.</p>



<p>Lo scopo di questo studio era valutare la variazione della mortalità da Covid 19 e come questo valore si modificava con l’avanzare della pandemia, con l’aumento del numero di pazienti e con la qualità degli ospedali. Il campione studiato è stato di 38.517 pazienti ricoverati in 955 diversi ospedali americani dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2020 e in particolare è stato valutato un sottogruppo di 27.801 pazienti (72.2% dell’intero campione) ricoverati in 398 di questi ospedali che avessero trattato almeno 10 pazienti Covid-19 durante due periodi differenti (dal primo gennaio al 30 aprile e dal primo maggio al 30 giugno). L’endopoint primario valutato dai ricercatori è stato il rischio di eventi di mortalità a 30 giorni o di invio all’hospice per ogni ospedale, standardizzando questi dati anche in base alle differenze di età e comorbidità dei pazienti nei diversi ospedali. I risultati hanno mostrato come questo valore di mortalità a 30 giorni o di invio all’hospice raggiungesse il 15,65% nel quintile degli ospedali con performance peggiore contro il 9,06% degli ospedali nel quintile con outcomes migliori, una differenza quindi assolutamente significativa. Ma un altro dato mi ha colpito ancora di più: la differenza di questo rischio di eventi nello stesso ospedale in tempi diversi. In particolare, questo rischio di eventi calcolato in momenti diversi nel medesimo ospedale si riduceva dal 10,54% del quintile peggiore al 5,59% del quintile migliore. Infine, ben 376 ospedali (il 94% del campione di 398 ospedali) hanno migliorato i loro risultati di almeno un 25%, sia per l’acquisizione di maggiore esperienza nel tempo sia per la riduzione dell’impatto quantitativo dell’affluenza in ospedale.</p>



<p>Pertanto, <strong>l’importante differenza di outcomes clinici in un medesimo ospedale in tempi diversi ci sottolinea ancora una volta quanto sia determinante per mantenere la qualità assistenziale contenere la quantità di pazienti che si ricoverano.</strong></p>



<p>I nostri lettori sanno bene quanto lo Stetoscopio Parlante già mesi fa avesse messo in evidenza come l’enorme numero di pazienti afferenti negli ospedali in un minimo lasso temporale abbia messo in crisi le potenzialità assistenziali, soprattutto al Nord.</p>



<p>Tutti questi dati ci confermano quanto sia possibile intervenire e diminuire il devastante impatto del Covid-19 attraverso un potenziamento delle strutture ospedaliere pubbliche e della telemedicina territoriale. Mi sono sempre battuto, infatti, per il <strong>potenziamento delle strutture territoriali</strong>: è solo attraverso un loro funzionamento a pieno regime che si possono filtrare i pazienti, soprattutto in corso di pandemia, per determinare quali necessitino di ricovero in ospedale e quali invece possono essere gestiti a livello ambulatoriale/domiciliare. Attraverso la telemedicina inoltre possiamo effettuare un monitoraggio domiciliare dei pazienti creando “posti letto virtuali” ed evitando il congestionamento degli ospedali.</p>



<p>Per concludere, <strong>ben vengano i vaccini nei confronti dei quali tutta la comunità medico-scientifica ripone enormi speranze per l’eradicazione della pandemia, ma non commettiamo l’errore di sottovalutare l’importanza di potenziare il nostro Sistema Sanitario Nazionale creandoci l’alibi, più o meno conscio, che la campagna vaccinale possa costituire la panacea per tutte le nostre criticità sociosanitarie.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stetoscopioparlante.it/con-larrivo-dei-vaccini-non-trascuriamo-la-qualita-del-sistema-sanitario-nazionale/">Con l’arrivo dei vaccini non trascuriamo la qualità del Sistema Sanitario Nazionale.</a> proviene da <a href="https://www.stetoscopioparlante.it">Lo Stetoscopio Parlante</a>.</p>
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